MESSINA

Estorsore arrestato, ecco il video della GdF

Nelle riprese della Fiamme Gialle il momento in cui Giuseppe Stratari, 54 anni di Messina, viene portato via dal comando provinciale di via T. Cannizzaro. E' accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e danneggiamento


I finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina hanno
eseguito una ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti di S.G.
(cinquantacinquenne messinese pluripregiudicato) emessa dal GIP presso il Tribunale di
Messina, Dott. Eugenio Fiorentino, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.
I reati contestati sono tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e danneggiamento.
“Dateci 50.000 euro se volete lavorare, qui comandiamo noi”, questo il messaggio
recapitato, con una lettera anonima lasciata davanti la saracinesca, ad un commerciante di
uno storico negozio del centro di Messina.
Da questo ritrovamento e dalla successiva denuncia effettuata dal titolare del negozio sono
scattate le indagini delle Guardia di Finanza che, in pochi mesi, si sono concluse con
l’individuazione e l’arresto del responsabile.
Durante le indagini, attraverso delle riprese video sono state documentate ulteriori fasi
dell’azione estorsiva che, in un crescendo di atti intimidatori, hanno portato l’arrestato,
dapprima a porre in essere un ulteriore danneggiamento alla saracinesca del negozio e,
successivamente, attraverso diversi sopralluoghi notturni a pianificarne uno di ben più grave
intensità che l’indagato si stava accingendo a compiere.
Ad ulteriore conferma di tale intento criminoso, infatti, nel corso delle operazioni di
perquisizione eseguite presso l’abitazione dell’indagato al momento dell’arresto è stata
rinvenuta una maschera che lo stesso aveva realizzato per non essere riconosciuto durante
gli atti criminosi pianificati, nonché una bottiglia e delle garze che, con ogni probabilità,
sarebbero state utilizzate per appiccare l’incendio all’attività commerciale della vittima.
L’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha permesso di porre fine al
piano criminoso che l’estorsore stava pianificando.
L’arresto dell’estorsore è un segnale tangibile della pronta azione dello Stato a tutela di
coloro che, rompendo il silenzio, decidono di denunciare i propri aguzzini alle autorità
competenti deputate a garantire la difesa dei più “deboli” e dei cittadini onesti vessati dalla
forza intimidatrice di organizzazioni e delinquenti presenti sul territorio nei confronti dei quali
l’attenzione di tutte le Forze di Polizia è e sarà sempre più determinata e costante.

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