messina

Ex servirail, continua la protesta

Hanno tentato il tutto per tutto e anche la Prefettura stamattina non ha dato buone notizie alla rappresenanza dei 25 ex lavoratori Servirail rimasti esclusi dalle assunzioni nel gruppo FS e in protesta davanti al palazzo del Governo. GUARDA LE INTERVISTE


Non sembra nata sotto i migliori auspici la nuova vertenza dei 25 lavoratori ex servirail rimasti a spasso ormai da un anno perchè esclusi fino ad oggi dalle assunzioni nel gruppo FS. Stamattina hanno inscenato un sit in di protesta per poi rappresentare le loro posizioni in Prefettura.

Una rappresentanza è stata ricevuta dal vice Prefetto Matilde Mulè, che ha confermato il massimo impegno istituzionale nella vertenza anche se non ha nascosto una posizione di chiusura da parte dei vertici Fs. Una storia dai contorni poco chiari visto l'accordo del 2012. Ad oggi, dopo un percorso proficuo di ricollocazione occupazionale prospettato dal Gruppo Fsi nel luglio 2012 , hanno detto stamane i segretari di Filt Cgil - Fit Cisl - Uilt Messina - circa 25 dipendenti dopo essere stati impiegati nell'indotto degli appalti Fs, sono alla soglia della scadenza del periodo di mobilità e molti di loro già in posizione di disoccupazione . 

La vertenza ex Servirail deve proseguire fino a completa conclusione. I 25 lavoratori che hanno un'età che va dai 30 ai 60 anni e che comprendono anche 3 donne, hanno lavorato a un appalto biennale poi prorogato di un anno con Ecoindustria, una ditta di micro manutenzione su vetture e locomotive per le Ferrovie.  Hanno frequentato nel 2013 un corso per specializzarsi nel restyling delle vetture dei treni e dal 2013 all'anno scorso hanno rimesso a nuovo 400 vagoni. Un lavoro meticoloso che hanno portato avanti con la speranza che prima o poi quella promessa scritta sarebbe stata mantenuta. Nel frattempo, scaduto l'appalto, la nuova società subentrata, Ferroservice, non li ha assorbiti. Da qui, un anno di mobilità per i 25 lavoratori che per alcuni è già scaduto e per altri sta per scadere. E stamattina l'ennesima conferma sulla volontà del  gruppo FS di non avere al momento in programma il loro riassorbimento. Questa chiusura ha preoccupato ulteriormente i lavoratori che hanno deciso intanto di inscenare un presidio permanente a piazza Cairoli per alzare i toni della protesta non escludendo di passare ad azioni più incisive nei confronti di FS. Diverse società del gruppo in Sicilia, dicono i sindacati, hanno assorbito di recente altri lavoratori provenienti sia dal comparto degli appalti che da realtà esterne al gruppo e il persistere, ad oggi, di carenze di organico in diversi settori sia di RFI che di Trenitalia sprona gli ex lavoratori a chiedere con determinazione il rispetto dell'accordo sottoscritto nel luglio 2012.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi

De Luca, ecco le querele

De Luca, ecco le querele

di Maurizio Licordari