messina

Piano Aro per i rifiuti, scontro Comune-sindacati

Palazzo Zanca alle prese con l'adozione del Piano Aro che deve definire le modalità di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti in città. L'amministrazione propone da tempo la soluzione pubblica interna, in consiglio si anima il dibattito anche sull'opportunità di una soluzione mista. Contrari i sindacati. GUARDA L'INTERVISTA A CARMELO PINO, FP CGIL


Quattro giorni prima del salto nel buio. Il Consiglio Comunale è chiamato  a prendere una decisione che può dare un indirizzo definitivo ad un servizio essenziale come quello dei rifiuti. Un indirizzo che deve, comunque, provare a salvare l'autonomia di Palazzo Zanca su questo argomento. Già, perchè la regione è stata chiara. O il Comune fa una scelta, oppure la farà Palermo inviando un commissario ed attivando, soprattutto, le procedure per una gara ad evidenza pubblica. Tradotto, si andrebbe verso una gestione privata con degli sviluppi che sarebbero tutti da scoprire in termini occupazionali e di garanzie del servizio stesso.

L'aula consiliare ha avviato da un paio di settimane l'analisi del Piano Aro che, in soldoni, definisce la strada dell'affidamento in house providing del ciclo rifiuti. 

In pratica l'amministrazione, dopo la valutazione dei dirigenti del Comune, ha ritenuto economicamente più vantaggiosa la strada della gestione pubblica, di una società del comune stesso, piuttosto che quella di una cessione a privati o una soluzione mista.

Il consiglio dovrà prendere questa decisione, avallare questa scelta – che per certi versi è anche politica- oppure bocciarla e, con  tempi stretti dettati  dall'ordinanza di Crocetta, affidarsi ad una gara e quindi al privato, visto che Messinambiente non potrebbe partecipare.

La crisi dei rifiuti in Sicilia, ha dunque posto un seconda scadenza a quella naturale che già esisteva del 30 giugno per l'affidamento alla società di via dogali. O si risolve tutto entro il 7 luglio, oppure ci penserà la Regione con i suoi tempi ed i suoi metodi.

D'altro canto, l'ordinanza del sindaco che finora ha consentito a MessinAmbiente di operare, non può essere più reiterata, se non con il supporto di una scelta come quella del Piano Aro che è in discussione in queste ore. Insomma un vicolo cieco dal quale uscire immediatamente a marcia indietro rispetto ai tempi ragionevoli di una discussione approfondita e opportuna per un settore di così grande interesse.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi