messina

Morte di Ilaria,
3 ordini di custodia

La squadra mobile ha fatto luce sul giallo dell'estate. Per la morte della 16enne Ilaria Boemi sono scattati i primi provvedimenti. Una diciottenne è finita ai domiciliari, due minori in comunità. Indagato per atti sessuali o omissione di soccorso il 39enne che era con la ragazzina la sera del 9 agosto


Ilaria Boemi è morta per arresto cardio circolatorio a seguito di assunzione di una dose massiccia di MDMA, una sostanza stupefacente di tipo sintetico che ha avuto effetti devastanti sul corpo della 16enne messinese. E’ quanto dichiarato nella relazione medica chiesta dalla Procura per chiarire le cause del decesso. E’, anche emerso, però, che, nonostante tutto, Ilaria avrebbe potuto salvarsi se, dopo l’assunzione della droga e i primi sintomi di malessere, fosse stata portata tempestivamente in ospedale dai suoi amici, un 39enne e un’altra minorenne che insieme ad Ilaria, ma in quantità più modeste, avevano consumato l’ecstasy nei pressi di Piazza Del Popolo.

Gli investigatori hanno brillantemente risolto il giallo dell’estate messinese,  ricostruendo nel dettaglio le ore precedenti e quelle successive alla morte di Ilaria Boemi, partendo da come la 16enne è entrata in possesso della droga. A cedere la sostanza è stata una minore, da poco maggiorenne ed indagata, per altre cause, anche di estorsione e maltrattamenti in famiglia. Secondo le indagini, Ilaria ha, poi, materialmente ricevuto la sostanza da un’altra ragazza, la pusher 18enne Gaia Auteri, posta agli arresti domiciliari, misura cautelare emessa dal Gip Maria Militello su richiesta dal sostituto procuratore Stefania La Rosa. La terza protagonista della vicenda è una 16enne che, in più di una circostanza, avrebbe ceduto droghe non solo ad Ilaria ma anche altre giovanissime.  Per lei e per l’altra ragazza, oggi maggiorenne, il Gip presso il tribunale dei minori Michele Saija, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Pagano, ha deciso la misura cautelare del collocamento in comunità.

Ilaria, insieme alla sua amica e al 39enne, sono entrati in possesso della droga vicino ad un bar di Sant’Agata. Poi si sono spostati a Piazza del Popolo dove, la sera del 9 agosto, tra le 21 e le 22,  hanno assunto la sostanza stupefacente. Ilaria ne ha sbriciolata una parte in una bottiglietta e, subito dopo, ne ha ingerito un’altra, più consistente. Ai primi sintomi di grave malessere, l’uomo, alla guida della sua auto, e la ragazzina portarono Ilaria sulla spiaggia del Ringo, sperando che la giovane si riprendesse senza aiuti. Una valutazione risultata errata. A chiamare il 118 fu un testimone oculare, una guardia giurata messinese non più residente in città. Quando l’ambulanza giunse sul posto non c’era più nulla da fare. Ilaria è morta da sola, dal momento che i due amici che erano con lei, all’arrivo dei medici, si erano già allontanati.

L’indagine non è ancora finita. La Procura, infatti, ha proposto ricorso contro la decisione del Gip che ha rigettato la misura cautelare proposta per il 39enne messinese, accusato, peraltro, di aver gettato a mare il cellulare di Ilaria. Per lui anche le pesanti accuse di atti sessuali e omissione di soccorso.

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