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Bruxelles, la delegazione reggina torna in Italia

Nel filmato una dichiarazione di Demetrio Delfino, presidente del Consiglio comunale di Reggio


Volge al termine l'avventura della delegazione di amministratori della provincia di Reggio rimasta bloccata per tutta la giornata di ieri nell'hotel Floris a Bruxelles dopo la serie di attentati terroristici all'aeroporto ed alle stazioni della metropolitana.
Intorno alle 13 il decollo del volo atteso alle 15,15 all'aeroporto di Lamezia. A bordo l'intera delegazione composta dal presidente del consiglio comunale di Reggio Calabria Demetrio Delfino con l'assessore all'ambiente Nino Zimbalatti ed i consiglieri comunali Nino Castorina e Giovanni Latella, dal sindaco di Santo Stefano in Aspromonte Francesco Malara con alcuni consiglieri comunali, dal primo cittadino di Taurianova Fabio Scionti con alcuni consiglieri, di Monasterace Cesare Deleo con due assessori, da alcuni consiglieri comunali di S. Alessio, Siderno, Palmi, S. Cristina d'Aspromonte e dai vicesindaci di Motta San Giovanni Giovanni Benedetto e di Bagaladi Antonino Marrapodi.
Il gruppo di amministratori aveva lasciato in mattinata l'hotel alla volta dello scalo aereo di Charleroi non senza difficoltà e disagi passando attraverso ripetuti e serrati controlli da parte delle forze dell'ordine. Lo scalo a sud di Bruxelles (operativo al contrario di quello principale di Zaventem, teatro ieri di uno degli attentati che hanno colpito l'Europa al cuore, ancora chiuso) da oggi è letteralmente preso d'assalto dai viaggiatori con evidenti ripercussioni sui tempi di espletamento delle operazioni di imbarco.
Il presidente del consiglio comunale di Reggio Demetrio Delfino ha ribadito come il gruppo, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni impartite dalle autorità locali di Bruxelles, abbia lasciato l'albergo solo quando è giunto il via libera dall'imponente dispositivo di sicurezza. “Stiamo tutti bene – ha commentato Delfino prima di imbarcarsi sul volo e ripercorrendo le fasi salienti della giornata -. Adesso il desiderio più che grande che abbiamo è di tornare tutti a casa. E' ovviamente un viaggio di rientro al rallentatore: in aeroporto siamo arrivati a piedi. Con un pulmino siamo riusciti ad arrivare solo fino ad un certo punto ma a causa delle code lunghissime, chilometriche, che abbiamo trovato per strada, abbiamo preferito proseguire a piedi. Lungo la strada la polizia ha controllato i nostri documenti e le carte di imbarco. In aeroporto ci sono ventimila persone in ingresso ed in uscita. E' un caos totale”.

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