tagliacozzo

Esplode fabbrica petardi, due morti

Quattro feriti a Tagliacozzo.Vigili del fuoco cercano 2 dispersi. Gli inquirenti hanno ricostruito che al momento dello scoppio nell'opificio c'erano otto persone.


E' di due morti e un disperso il bilancio dell'esplosione della fabbrica Paolelli di San Donato a Tagliacozzo, in Abruzzo. Gli inquirenti hanno ricostruito che al momento dello scoppio nell'opificio c'erano otto persone. In un primo tempo erano stati recuperati quattro feriti, tra i quali il titolare dell'impresa, Sergio Paolelli. Tra le vittime sembra esserci il figlio Valerio e molto probabilmente un tecnico tedesco. Ancora non si conosce l' identità del disperso. Il corpo carbonizzato di una delle vittime è stato ritrovato nella casamatta miscele. Un altro cadavere è stato trovato nel laboratorio totalmente distrutto e si presume che il disperso sia sotto le macerie. Un testimone amico di famiglia ha riferito che ha visto il corpo carbonizzato e ha riferito ai carabinieri di aver riconosciuto in quel corpo il figlio del titolare, Valerio.

quattro feriti nello scoppio della fabbrica dei fuochi Paolelli a Tagliacozzo e trasportati all'ospedale di Avezzano, presenterebbero tuttiferite tipiche da esplosione e ustioni di vario genere. La massa di calore che si è sviluppata dopo le esplosioni ha provocato anche unincendio nel bosco adiacente alla fabbrica che ora ha un fronte di oltre 500 metri. Sul posto sono presenti anche le guardie forestali per spegnere il rogo che ha già distrutto oltre un ettaro di macchia.

L'INCIDENTE - Le due colonne di fumo che si levano dal luogo dell'incidente sono il risultato di due esplosioni distinte e quella più distante dall'epicentro è a circa 500 metri, e sarebbe stata provocata dal materiale incandescente prodotto dalla prima esplosione. Sembrerebbe che al momento dello scoppio all'interno della fabbrica ci fosse anche un tecnico di nazionalità straniera. I soccorritori hanno ritrovato tra le macerie della fabbrica di fuochi Paolelli due corpi carbonizzati di cui si ignora l'identità. Il figlio del titolare, che si chiama Sergio Paolelli, non ha saputo dire agli investigatori quanta gente ci fosse nella fabbrica al momento dello scoppio. Forse all'interno c'erano otto persone.

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