Chiesa smontata

Ecco il sequestro
nel porto di Gioia

Erano contenuti in 11 containers diretti a New York e sequestrati nel porto di Gioia Tauro i pezzi della chiesa del Carmine di Montegiordano (CS) smontata dall'artista Vezzoli per essere installata al MOMA di New York. Operazione dei carabinieri del NTPC.


Chi mai avrebbe immaginato che aprendo  dei container in partenza dal porto di Gioia Tauro si sarebbero trovati dei pezzi di una antica chiesa? Finora la cronaca ci ha sempre restituito ingenti sequestri di sigarette da contrabbando, cocaina ed eroina, capi contraffatti, ma mai un chiesa smontata, impacchetta e pronta ad andare oltre oceano. L’operazione dei carabinieri del Patrimonio Tutela Culturale della Calabria diretta dal maggiore Raffaele Giovinazzo ha impedito che questi reperti lasciassero illegalmente il suolo italiano. Certo la destinazione non era la villa di qualche facoltoso amante dell’arte come successo con tanti reperti archeologici e opere d’arte. La Chiesa della Madonna del Carmine di Montegiordano, piccolo centro dello jonio cosentino sarebbe stata installata nel prestigioso museo Moma di New York. L’idea è stata dell’artista bresciano Francesco Vezzoli che tramite internet ha acquistato da un privato il terreno su cui era stata costruita la chiesetta, da tempo sconsacrata e abbandonata. Nelle scorse settimane l’artista è arrivato in Calabria e ha cominciato a smontare la cappella con cura, pezzo dopo pezzo. L’ha imballata, e trasferita a Gioia Tauro. Qui il prezioso ed originale carico era stato sistemato in ben 11 container, ma a rovinare la festa alcuni residenti di Montegiordano che non avevano apprezzato il progetto dell’artista e hanno segnalato il fatto alla soprintendenza. Immediatamente sono scattate le indagini. La procura di Palmi, competente sul porto ha emesso il provvedimento di sequestro e cosi i carabinieri del maggiore Giovinazzo, insieme agli uomini dell’agenzia delle dogane sono entrati nello scalo, hanno individuato i  container, li hanno aperti, hanno riscontrato che in effetti all’interno c’erano i pezzi della chiesa con all’interno anche una salamandra ancora viva e hanno apposto i sigilli. Sigilli scattati anche in quello che rimaneva della chiesetta a Montegiordano: conci e blocchi in muratura già imballati e che dovevano essere trasferiti a Gioia Tauro da cui partire insieme agli altri alla volta di New York. Il reato ipotizzato dal procuratore di Palmi Creazzo è tentata esportazione illecita di beni culturali. Come accertato dagli inquirenti mancavano infatti le autorizzazioni necessarie del ministero. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi