Cosenza

Arcangela Filippelli
S.Maria Goretti calabrese

Chiuso il processo di beatificazione diocesano, con una solenne cerimonia nel duomo di Cosenza, della sedicenne di Longobardi uccisa nel 1869 per essersi opposta ad una violenza sessuale. Il monito del vescovo sulla castità.


Chiuso il processo diocesano di beatificazione di Arcangela Filippelli, la giovane sedicenne di Longobardi assassinata il 7 febbraio del 1869 perché si era ribellata ad un tentativo di violenza sessuale, considerata dalla chiesa serva di Dio, martire della purezza, la Santa Maria Goretti calabrese. L’istruttoria, iniziata nel 2007 e condotta dal postulatore Don Enzo Gabrieli, si è chiusa ieri sera nel corso di una cerimonia solenne nel duomo di Cosenza presieduta dall’arcivescovo, mons. Salavatore Nunnari.  “Un candido fiore nel giardino della chiesa” come l’ha definita il presule nella lettera aperta ai giovani della chiesa cosentina, letta durante la cerimonia sacra,  in cui ricostruisce i passaggi più importanti della vita di Arcangela Filippelli, ma soprattutto il valore del suo sacrificio. Figlia di un umile bracciante e di una filatrice Arcangela ha vissuto i suoi sedici anni nella frazione Timpa di Longobardi. Una famiglia onesta, religiosa, morale, come emerge dagli atti del processo che portò alla condanna alla pena di morte per il suo assassino, Antonio Provenzano, un 22enne del posto, morto prima dell’esecuzione per una cancrena nel carcere di Cosenza nel 1872. Arcangela il 7 febbraio del 1869 si era recata in campagna con delle amiche, le sorelle di Provenzano, nel bosco a raccogliere legna. Ma qui il giovane con uno stratagemma l’aveva allontanata dal gruppo,  tentando di violentarla. Di fronte alle resistenze di Arcangela, preso da un furia inumana, l’ha massacrata a colpi di scure.  Il corpo straziato fu ritrovato il giorno successivo dopo estenuanti ricerche. Da subito nella devozione popolare è stata considerata santa. Mons. Nunnari si è soffermato a lungo sul concetto di castità: “Oggi - ha detto-  c’è una ribellione generale anche tra i credenti contro la castità. Finiremo con l’accettare tutto sul campo sessuale e perderemo grandi ricchezze interiori. Il corpo sarà felice, ma l’amore soffrirà. Quindi un pensiero alle tante, troppe ragazze che vengono quotidianamente maltrattate, sfruttate, uccise con brutalità. E il pensiero non poteva che andare a Fabiana, la sedicenne uccisa sabato scorso in maniera efferata dal suo ragazzo a Corigliano Calabro.

 

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