Cosenza

Morte in rogo senzatetto
la città si interroga

Sconcerto in città per la tragica fine di tre senzatetto morti nell'incendio scoppiato nella casa diroccata in centro città in cui si erano rifugiati. Il cordoglio del sindaco e del vescovo di Cosenza.


Sconcerto nella città dei bruzia per la tragedia dei tre senzatetto morti nel rogo scoppiato nella casa abbandonata in cui si rifugiavano nel centro città.Morti che riaccendono, purtroppo solo per lo spazio di qualche ora, i riflettori sul dramma degli invisibili, un esercito che si muove sotto i nostri occhi nell'indifferenza generale, nell'impotenza di chi pur è attento. Un dramma nascosto dal muro di gomma dell'egoismo, della diffidenza. Cosenza oggi riflette, ma cosa si potrà fare di concreto? A cosa serviranno queste tre morti? Immigrati e italiani tagliati fuori da una povertà dilagante. E a questi si aggiungerano i profughi dell'Emergenza Africa sbattuti in strada perchè il programma è finito. Sul posto si sono recati anche il vescovo Mons. Nunnari e il sindaco Mario Occhiuto, visibilmente toccati dalla scena e dalla tragedia. Entrambi hanno espresso dolore e cordoglio per questo dramma che ripropone il problema degli indigenti, dei disperati, degli immigrati che provano a sopravvivere in questa, come in altre città, spesso nell'indifferenza generale, salvo l'aiuto prezioso delle associazioni di volontariato. A Cosenza sono numerose e impegnate nell'assistenza, ma non basta. le risorse sempre più esigue non consentono neanche al comune di poter assicurare una accoglienza adeguata. "Occorre- è stato ribadito - dal sindaco e dall'arcivescovo - una maggiore attenzione e una più concreta sinergia sulle problematiche dellaccoglienza".

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