messina

Lorenzin "Chiudono
17 punti nascita"

Dovrà essere la Regione a chiedere le deroghe e le strutture dovranno essere supportate dalla stessa Regione per garantire gli standard richiesti.


«L’obiettivo è fare le cose meglio, non in più». Con questo slogan il Ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, ha presentato questa mattina a Messina il Piano nazionale sulle emergenze-urgenze pediatriche. Una riorganizzazione che, in Sicilia, porterà alla chiusura di 17 punti nascita, quelli al di sotto dei 500 parti annui. «Ci saranno delle deroghe – ha però specificato il Ministro – ma solo per casi particolari per i quali dovranno essere garantiti elevati standard di sicurezza strutturali, per il personale e per la sicurezza della mamma e del bambino». Dovrà essere la Regione a chiedere le deroghe e le strutture dovranno essere supportate dalla stessa Regione per garantire gli standard richiesti. Sarà poi il Comitato tecnico istituito presso il Ministero a esaminare tutte richieste di deroga. Il tetto stabilito ad oggi è 500 nascite l’anno ma l’obiettivo è arrivare a tenere aperti punti nascita con minimo mille parti annui. Dal Piano si evidenzia come siano tre milioni i minori che si presentano nei Pronto Soccorso pediatrici ogni anno e solo lo 0,1% sia da codice rosso e il 12% da codice giallo. «Occorre – ha detto Francesco Bevere, direttore generale dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali – che quello 0,1% trovi un ambiente adeguato e specialisti che possano affrontare le condizioni di gravità e siano in grado di agire immediatamente.

Il problema preso in considerazione è la gestione dell’emergenza-urgenza che dovrà coinvolgere anche il pediatra di base. «Nel 90% dei casi nessuno chiama il pediatra, ma si va direttamente in ospedale – ha continuato Bevere – Il pediatra di base deve essere parte del sistema, per questo lavoriamo per un’assistenza pediatrica garantita, con turni, che arrivi a 12 ore al giorno e ci sia anche nei festivi e prefestivi».

Le linee guida del Ministero guardano alla formazione degli specialisti che dovranno prendere in carico il bambino (rianimatori, anestesisti) e a studiare in quali strutture collocare dei trauma-center pediatrici o la terapia intensiva. «Le figure professionali su cui bisogna investire sono ostetriche, anestesisti, pediatri».

«Il 14 febbraio 2015, il giorno del dramma di Nicole, ero incinta – ha raccontato il Ministro Lorenzin – e l’immagine dei due genitori è stata una cosa tremenda. E dalla vicenda drammatica di Nicole, ma anche di tante altre, ho chiesto al mondo sanitario di dare delle procedure più congrue. I punti nascita non chiudono per motivi economici, chiudono perché non sono sicuri, perché mettono a rischio la vita delle persone. C’è necessità di una rete che garantisca parametri e condizioni di sicurezza per figli e mamme e tutti dovrebbero potervi accedere alle stesse condizioni. Presentiamo questo studio a Messina perché è nelle regioni del Sud che, purtroppo, i dati ci dicono che queste cose accadono con più frequenza».

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