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VIDEO: gli arresti
per la rapina
di Taormina

Sono stati arrestati stamattina all'alba gli autori della rapina dello scorso 15 aprile ai danni della gioielleria Rocca 1794 di Taormina.


 

Sono stati arrestati stamattina all'alba autori della rapina dello scorso 15 aprile ai danni della gioielleria Rocca 1794 di Taormina. I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina , coadiuvati dalla Squadre mobili dì Messina e Catania, hanno arrestato Giuseppe Scordo, .37 anni, Ivan Piacente, 23 e Giuseppe Tasco, 25, tutti catanesi. 
Indagini serrate della Polizia di Stato hanno permesso di delineare l’identità dei tre che, lo scorso aprile armati di pistola hanno fatto irruzione all’interno della gioielleria dì corso Umberto, già presa dì mira nel settembre del 2014. Tra i rapinatori, anche allora, Giuseppe Scordo, arrestato stamattina. Il colpo di aprile ha fruttato preziosi per un valore stimato di oltre 450mila euro.
Un colpo organizzato nei minimi dettagli con sopralluoghi ripetuti nei giorni precedenti alla rapina per non lasciare nulla al caso. Schede vergini e cellulari a portata di mano per comunicare ogni piccolo passaggio e avvertirsi a vicenda che tutto andasse secondo i piani. 
Oggi l'esecuzione dell’ordinanza a carico dei tre, emessa dal gip di Messina, Monica Marino, su richiesta del sostituto procuratore Annalisa Arena. 
I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina, coadiuvati dalle Squadre mobili dì Messina e Catania, hanno arrestato Giuseppe Scordo, 37 anni, Ivan Piacente, 23 e Giuseppe Tasco, 25, tutti catanesi. 
Indagini serrate della Polizia di Stato hanno permesso di delineare l’identità dei tre che lo scorso aprile armati di pistola hanno fatto irruzione all’interno della gioielleria dì corso Umberto, già presa dì mira nel settembre del 2014. Tra i rapinatori, anche allora, Giuseppe Scordo, arrestato stamattina. Il colpo di aprile ha fruttato preziosi per un valore stimato di oltre 450mila euro.
Un colpo organizzato nei minimi dettagli con sopralluoghi ripetuti nei giorni precedenti alla rapina per non lasciare nulla al caso. Schede vergini e cellulari a portata di mano per comunicare ogni piccolo passaggio e avvertirsi a vicenda che tutto andasse secondo i piani. 
Oggi l'esecuzione dell’ordinanza a carico dei tre, emessa dal gip di Messina, Monica Marino, su richiesta del sostituto procuratore Annalisa Arena. 

 

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