messina

Fare rete contro il gioco d'azzardo

L'unico modo per far fronte ad un fenomeno in continuo aumento è fare rete tra Comune, ASP, associazioni. E' emerso dalla giornata di studi sul gioco d'azzardo patologico organizzata, all'Ignatianum, dall'associazione Mettiamoci in gioco con il Comune.


Le differenze tra gioco e gioco d'azzardo sono diverse ma alcune ben definite come: la vincita, la scommessa e soprattutto la fortuna. Sembrano sottigliezze  ma queste tre motivazioni sono capaci di rovinare la vita a chi cade nella dipendenza da gioco d'azzardo patologico e ai propri familiari. Se ne ha parlato oggi alla giornata di studio sull'argomento svoltasi all'Ignatianum. Tra i relatori la psicologa e psicoterapeuta Maria Cristina Perilli, responsabile del servizio Tossicodipendenze di Milano e autrice di un libro sul fenomeno in Italia. La ricaduta sul tessuto economico del gioco d'azzardo è assodata. Due i beneficiari: lo Stato e l'usura. Un discorso lineare, dalla facile lettura ma dalla difficile soluzione anche alla luce delle norme contenute nella legge di stabilità 2016. Un mondo sommerso che inizia a dare numerose avvisaglie ad iniziare dai dipartimenti dipendenze patologiche. Nel 2015 quello di Messina ha registrato un aumento dei casi trattati. Gratta e vinci, slot machine e giochi online le principali cause del nuovo azzardo. L'unico modo per creare un fronte comune è un lavoro di rete tra associazioni, comune e aziende ospedaliere. Tra i partecipanti alla tavola rotonda:  Mettiamoci in gioco, la Lelat, la fondazione antiusura Padre Pino Puglisi, il centro studi antimafia Chinnici-Falcone, l'osservatorio minori Lucia Natoli. Il patrocinio, dell'albo assistenti sociali e Caritas.

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