Polemica

Locri, "no" del Comune
ai cartelli
anti-'ndrangheta

Il comune di Locri dice “no” ai cartelli stradali contro la ‘ndrangheta, con tanto di delibera comunale e annuncio del sindaco Giovanni Calabrese.

Il comune di Locri dice “no” ai cartelli stradali contro la‘ndrangheta, con tanto di delibera comunale e annuncio del sindaco Giovanni Calabrese. La delibera risale al 27 luglio scorso ma la notizia è trapelata solo oggi suscitando parecchie polemiche. L’idea dei cartelli contro le cosche è nata a Trezzano sul Naviglio (Milano), grazie ad un’iniziativa congiunta di ANCI e del massmediologo Klaus Davi che, lo scorso 21 luglio hanno collocato i cartelli all’ingresso del comune milanese. 

Successivamente, Klaus Davi ha proposto la stessa operazione a Peppino Vallone (Presidente ANCI Calabria), che ha aderito all’iniziativa. Ma ora giunge il “no” del comune di Locri, che definisce l’iniziativa ridicola: "Non si combattono così le cosche”, dice il sindaco Calabrese, chiedendo le dimissioni di Claudio Fava che, invece, aveva appoggiato l’iniziativa con le seguenti parole: “In regioni come la Calabria, la capacità di controllo mafioso del consenso elettorale è molto più radicata e forte che altrove. Per questo è importante aderire all’iniziativa dell’ANCI”. Davi chiede l’intervento dell’ANCI Calabria: "Portiamo i cartelli negli altri comuni della Locride. I comuni calabresi devono dire da quale parte stanno e in modo chiaro. Sarebbe opportuno prendere esempio dai comuni lombardi che, invece, hanno avuto il coraggio che Calabrese non ha dimostrato”.

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