Esclusiva

AUDIO: la telefonata
della Barrile ai Vigili

Ecco la registrazione integrale della presidente Barrile ai Vigili Urbani dopo il parcheggio "contestato" al Palacultura


 

di Nuccio Anselmo
Un parcheggio, una multa e una telefonata. Una baldanzosa popolana presidentessa del consiglio comunale e l'austero comandante generale dei vigili urbani. La storia dell'auto posteggiata al Palacultura da Emilia Barrile è diventata un caso “para-politico” col passare dei giorni, con sullo sfondo una polemica a distanza tra il politico che ha adombrato una vera e propria  “persecuzione” alla sua auto - per due multe subite nel giro di pochi giorni sarebbero il risultato di alcuni dissapori pregressi proprio con Calogero Ferlisi -, e il comandante della Polizia municipale che ha respinto le “accuse” di “cospirazione” alla mittente.
Un caso al centro del quale c'è la famigerata telefonata che la presidente Barrile ha fatto alla centrale operativa dei vigili urbani poco dopo aver subito una multa per l'errato parcheggio della sua auto che “forse con una ruota” invadeva uno stallo per disabili nei pressi del Palacultura.
La Gazzetta del Sud ha acquisito la telefonata in questione e la pubblica integralmente, per fare chiarezza. 
Dal canto suo la presidente Barrile ci ha rilasciato questa dichiarazione: “Con riferimento alla vicenda - del tutto privata - che mi ha vista, mio malgrado, protagonista incolpevole, preferisco evitare di fomentare sterili polemiche che potrebbero essere strumentalizzate da chi cerca di distogliere l'attenzione da quelli che sono i veri problemi della nostra Città.
Potrei evidenziare come l'autovettura di mio marito era parcheggiata non su uno stallo per disabili ma solamente accanto a questo e, sicuramente, meritava la contravvenzione, peraltro già pagata, perché parcheggiata dove non consentito ma non, mi preme ribadire, in uno stallo per disabili; potrei far risaltare come io utilizzi un pass della Presidenza del Consiglio sulla mia auto privata perché non ho mai utilizzato, a differenza di altri, l'autovettura di servizio - la c.d. auto blu - nonostante sia mio diritto richiederla; potrei chiarire, ove ve ne fosse bisogno, che la mia telefonata al Comando della Polizia Municipale era diretta (come sarà in ogni caso agevole comprendere dall'ascolto della registrazione) solamente a richiedere spiegazioni del perché solo due autovetture su circa venti erano state contravvenzionate e, da ultimo, ma non ultimo, potrei chiedere come sia possibile che una telefonata registrata dalla Centrale Operativa del Comando dei Vigili Urbani di Messina sia stata consegnata ad una trasmissione televisiva e non, eventualmente, alle Autorità Giudiziarie competenti.
Potrei avanzare molti dubbi e porre molteplici domande sulla vicenda che mi si chiede di commentare ma non voglio. Non voglio perché preferisco far parlare i fatti ed i risultati raggiunti nel corso della mia carriera politica. Non voglio sollevare, così come qualcuno vorrebbe,  polvere perché non è il momento. Oggi, tutti, dobbiamo lavorare senza infingimenti evitando in maniera capziosa di fomentare un clima di caccia alle streghe”.
Abbiamo sentito anche il comandante Calogero Ferlisi: “Quello che mi ha basito - ci ha dichiarato -, in questa vicenda, è il fatto che la massima rappresentante di una istituzione quale è il consiglio comunale, abbia criticato la sua polizia municipale. Ma la cosa per me più grave, e per la quale io auspico una soluzione sul piano istituzionale, è l'aver fatto pubbliche affermazioni in relazione ad una mia ipotetica “vendetta” per la precedente diatriba che avevamo avuto sulla presenza costante dei cinque vigili urbani durante le sedute in consiglio comunale. Questo è intollerabile, come si evince dalla registrazione è una disabile che ha chiamato e pertanto noi siamo intervenuti. In ogni caso al 771000 non si telefona per protestare ancorché da parte di un soggetto istituzionale, laddove la polizia municipale era intervenuta, ribadisco, a favore di una disabile”.
di Nuccio Anselmo

Un parcheggio, una multa e una telefonata. Una baldanzosa popolana presidentessa del consiglio comunale e l'austero comandante generale dei vigili urbani. La storia dell'auto posteggiata al Palacultura da Emilia Barrile è diventata un caso “para-politico” col passare dei giorni. Sullo sfondo una polemica a distanza tra il politico, che ha adombrato una vera e propria  “persecuzione” alla sua auto - due multe subite nel giro di pochi giorni che sarebbero il risultato di alcuni dissapori pregressi proprio con Calogero Ferlisi -, e il comandante della Polizia municipale il quale ha respinto le “accuse” di “cospirazione” alla mittente. Un caso al centro del quale c'è la famigerata telefonata che la presidente Barrile ha fatto alla centrale operativa dei vigili urbani poco dopo aver subito la multa per l'errato parcheggio della sua auto, che “forse con una ruota” invadeva uno stallo per disabili nei pressi del Palacultura.
La Gazzetta del Sud ha acquisito la telefonata in questione e la pubblica integralmente, per fare chiarezza. 

Dal canto suo la presidente Barrile ci ha rilasciato questa dichiarazione: “Con riferimento alla vicenda - del tutto privata - che mi ha vista, mio malgrado, protagonista incolpevole, preferisco evitare di fomentare sterili polemiche che potrebbero essere strumentalizzate da chi cerca di distogliere l'attenzione da quelli che sono i veri problemi della nostra Città. Potrei evidenziare come l'autovettura di mio marito era parcheggiata non su uno stallo per disabili ma solamente accanto a questo e, sicuramente, meritava la contravvenzione, peraltro già pagata, perché parcheggiata dove non consentito ma non, mi preme ribadire, in uno stallo per disabili; potrei far risaltare come io utilizzi un pass della Presidenza del Consiglio sulla mia auto privata perché non ho mai utilizzato, a differenza di altri, l'autovettura di servizio - la c.d. auto blu - nonostante sia mio diritto richiederla; potrei chiarire, ove ve ne fosse bisogno, che la mia telefonata al Comando della Polizia Municipale era diretta (come sarà in ogni caso agevole comprendere dall'ascolto della registrazione) solamente a richiedere spiegazioni del perché solo due autovetture su circa venti erano state contravvenzionate e, da ultimo, ma non ultimo, potrei chiedere come sia possibile che una telefonata registrata dalla Centrale Operativa del Comando dei Vigili Urbani di Messina sia stata consegnata ad una trasmissione televisiva e non, eventualmente, alle Autorità Giudiziarie competenti. Potrei avanzare molti dubbi e porre molteplici domande sulla vicenda che mi si chiede di commentare ma non voglio. Non voglio perché preferisco far parlare i fatti ed i risultati raggiunti nel corso della mia carriera politica. Non voglio sollevare, così come qualcuno vorrebbe, polvere perché non è il momento. Oggi, tutti, dobbiamo lavorare senza infingimenti evitando in maniera capziosa di fomentare un clima di caccia alle streghe”.

Abbiamo sentito anche il comandante Calogero Ferlisi: “Quello che mi ha basito - ci ha dichiarato -, in questa vicenda, è il fatto che la massima rappresentante di una istituzione quale è il consiglio comunale, abbia criticato la sua Polizia Municipale. Ma la cosa per me più grave, e per la quale io auspico una soluzione sul piano istituzionale, è l'aver fatto pubbliche affermazioni in relazione ad una mia ipotetica “vendetta” per la precedente diatriba che avevamo avuto sulla presenza costante dei cinque vigili urbani durante le sedute in consiglio comunale. Questo è intollerabile, come si evince dalla registrazione è una disabile che ha chiamato e pertanto noi siamo intervenuti. In ogni caso al 771000 non si telefona per protestare ancorché da parte di un soggetto istituzionale, laddove la polizia municipale era intervenuta, ribadisco, a favore di una disabile”.

Le foto del filmato sono di Alessio Villari

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