CATANZARO

Studenti si autotassano
per recuperare mosaico

Da 'paghette' unici fondi per recuperare 'drago' Monasterace.

drago di monasterace

Si sono autotassati sacrificando paghette e risparmi - in una sorta di 'spending review' in calzoni corti - per raccogliere fondi da destinare al recupero di un antico mosaico di 25 metri quadri: ormai li chiamano "quelli del Drago" gli studenti della scuola media dell'Istituto comprensivo Amerigo Vespucci di Vibo Valentia. I cinquemila euro raccolti dai giovanissimi "archeologi di complemento" sono gli unici fondi, nell'assoluta indifferenza delle principali istituzioni, messi attualmente a disposizione della campagna "Adotto il Drago", promossa dall'istituto scolastico calabrese, diretto da Maria Salvia, con l'obiettivo di sostenere il recupero e la valorizzazione del pavimento mosaicato ellenistico, che riproduce un drago marino, affiorato dopo più di dieci anni di scavi nel sito dell'antica Kaulon a Monasterace, sulle rive del mare Jonio. Ad offrire lo spunto ai giovanissimi studenti è stato il progetto Calabria Jones, voluto dall'assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, e sostenuto dal Ministero dell'Istruzione, che ha coinvolto migliaia di studenti. I ragazzi, recatisi sul sito dell'antica Kaulon nell'ambito dell'iniziativa, si sono innamorati di quelle tracce di antiche vestigia. Da qui alla sottoscrizione di un accordo con la Soprintendenza ai beni archeologici della Calabria, il Museo e il Comune di Monasterace, il passo è stato breve. Non solo, ne é scaturito qualcosa di più: un impegno di riappropriazione della memoria, proseguito tra i banchi di scuole e nelle famiglie, premiato con l'attribuzione ai 44 giovanissimi e al sottosegretario alla Pubblica istruzione, Marco Rossi Doria, della cittadinanza onoraria di Monasterace da parte del sindaco, Maria Carmela Lanzetta. Il piccolo mostro marino dal colore azzurro e dall'espressione enigmatica, adesso coperto da teli e sabbia per proteggerlo dalla pioggia, è affiorato durante la campagna di scavi curata dall'archeologo Francesco Cuteri impegnato sul sito dal 1998, sulle orme del grande Paolo Orsi che aveva lavorato in questi luoghi agli inizi del Novecento. "Da molte parti - ha detto Cuteri parlando dei ragazzi del Vespucci - si fanno chiacchiere. Questi ragazzi, invece, hanno dimostrato un segno di concretezza. Hanno dato uno schiaffo alla politica che non ha mostrato la stessa sensibilità nei confronti della necessità di finanziare queste ricerche. E 44 piccoli schiaffi sono diventati, così, un unico, sonoro ceffone". (ANSA)

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