Calcioscommesse

Processo d'Appello, la prima udienza dura 11 ore

E' durata tanto, nella sede del Foro italico, la prima udienza del processo di appello al calcioscommesse, nato dal secondo filone dell'inchiesta condotta dalla Procura di Cremona.

Foro italico

Un'intera giornata per ascoltare i ricorrenti, tra cui 10 dei 14 club (assenti i legali di Avesa e delle fallite Ancona, Piacenza e Ravenna)e 30 dei 33 tesserati(non hanno presentato ricorso Federico Cossato, Marco Paoloni e Vincenzo Santoruvo) sanzionati dalla Commissione Disciplinare. Che sarebbe stata una lunga giornata, però, si è intuito sin dal mattino, quando, il procedimento dinanzi alla Corte di Giustizia Federale presieduta da Gerardo Mastrandrea, è iniziato con oltre un'ora di ritardo per problemi logistici legati alla capienza dell'aula dell'ex Ostello della Gioventù del Foro Italico che ospita la fase dibattimentale. Poi intorno alle 10.40, l'avvocato del Codacons è il primo a prendere la parola tra i ricorrenti,seguito poi dal collega di FederSupporter. Entrambi i loro ricorsi contro la loro mancata ammissione al processo di primo grado, però, sono stati rigettati dalla Corte, che ha respinto anche la richiesta di sospensione del procedimento. Nocerina, Vicenza, Cesena, Gubbio, Barletta: sono cinque le società di calcio che hanno ricorso come parti terze. Il Cesena ha chiesto l'inamissibilità e, quindi, l'annullamento del patteggiamento dell'Atalanta (due punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione di A e 25mila euro di ammenda) e presentato ricorso contro la penalizzazione inflitta dalla Commissione Disciplinare al Novara(quattro punti per stagione 2012/2013 e 35mila euro) chiedendone invece la retrocessione all'ultimo posto in classifica per la stagione 2011/2012 e l'esclusione del club piemontese dai possibili ripescaggi in Serie A. Nocerina, Vicenza e Gubbio invece contestano il patteggiamento del Grosseto (sei punti da scontare nella prossima stagione e 40mila euro) e ne chiedono l'impugnazione. Il club umbro si oppone anche ai patteggiamenti di Modena e Ascoli e alle penalizzazioni di Empoli (un punto), Padova (due punti) e Reggina (quattro punti). In ballo c'é la classifica del campionato di Serie B 2011/2012 con relativi play out e retrocessioni in Lega Pro. Il Barletta riccorre invece contro la sua esclusione dal processo della Disciplinare perché ritenuta priva di interesse. Sono poche però le emozioni che si rincorrono in udienza, mentre in Procura Federale il pool del Procuratore Stefano Palazzi tengono le audizioni di Claudio Furlan e Marco Zamboni (rinviata quella di Dario Passoni), dando il via al filone relativo all'inchiesta di Napoli. Palazzi, però, è presente in aula e deve replicare più volte alle tesi difensive di legali, a cominciare da quello del calciatore di Mario Cassano e da quello della Sampdoria Giulia Bongiorno, che si affidano all'ordinanza del tribunale del Riesame di Brescia. Il Riesame, infatti, pochi giorni fa ha rimesso in libertà l'attaccante Cristian Bertani, facendo cadere l'accusa di associazione a delinquere. E la presunta esistenza di un'associazione finalizzata alla commissione di illeciti, è infatti alla base della radiazione di Cassano, Alessandro Zamperini, Nicola Santoni e Luigi Sartor. E proprio su tale ordinanza si è concentrata la Bongiorno, in rappresentanza di una Sampdoria punita in primo grado con 50 mila euro d'ammenda per responsabilità oggettiva proprio su Bertani."La giustizia sportiva deve essere veloce, può esserlo, ma non deve essere precipitosa e tener conto delle decisioni anche in fase accidentale - ha reclamato l'avvocato dei liguri -. La decisione del Riesame non può non essere presa in conto. Estrapolare singoli istituti giuridici dalla giustizia ordinaria creerebbe un mostro giuridico. Anche la Bibbia presa a pezzettini potrebbe essere un testo pornografico". L'accusa di Palazzi, però è ferma. "Non è un autogol non voler tener conto della decisione del Riesame - le parole del Procuratore-. La giustizia sportiva ha preso in considerazione gli elementi probatori, non la pronuncia in sé, fatta in via accidentale". "Non c'é nessuna violazione del diritto di difesa e nessuna necessità di sospensione. Tutti i tesserati sono stati convocati e sentiti almeno una volta e se alcune circostanze non sono state contestate è perché sono emerse soltanto successivamente alla loro audizione", ha concluso. Si riprende domattina.

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