MILAN

Pace fatta tra
Allegri e Inzaghi

Dopo la tensione di mercoledì al Vismara, l'armistizio nella sala dei trofei del Milan. Adriano Galliani ha infatti convocato in sede Massimiliano Allegri e Pippo Inzaghi per chiarire davanti a lui e poi davanti alle telecamere del canale di famiglia un episodio che ha creato non poco imbarazzo nell'ambiente rossonero, e su cui anche il presidente Silvio Berlusconi ha chiesto lumi

Allegri e Inzaghi
Dopo la tensione di mercoledì al Vismara, l'armistizio nella sala dei trofei del Milan. Adriano Galliani ha infatti convocato in sede Massimiliano Allegri e Pippo Inzaghi per chiarire davanti a lui e poi davanti alle telecamere del canale di famiglia un episodio che ha creato non poco imbarazzo nell'ambiente rossonero, e su cui anche il presidente Silvio Berlusconi ha chiesto lumi. "C'é stato solo uno scambio di opinioni di un minuto ma senza offese, non è successo nulla, con Pippo assolutamente non ci sono problemi", garantisce Allegri, spalla a spalla con il suo ex attaccante che dopo due mesi alla guida degli Allievi Nazionali è già fra i candidati a subentrare al livornese in caso di esonero. Una situazione che, al di là di questa intervista congiunta, non ha migliorato i rapporti già complicati fra i due ed è sfociata nel diverbio di mercoledì. "Ma è durato un minuto, i ragazzi non si sono accorti di nulla perché non è successo nulla - è la versione di Inzaghi -. Tutti vogliamo bene al Milan, ci dispiace molto e in questo momento bisognerebbe dare una mano al Milan anziché scrivere cose che non sono successe. Bisogna lasciare in pace lavorare il mister, la squadra e la società: ci può essere un momento difficile ma con l'aiuto di tutti torneremo protagonisti". Su invito del direttore di Milan Channel Mauro Suma, l'intervista si chiude con una stretta di mano fra i due e Allegri riserva anche una pacca sulla nuca a Inzaghi. L'istantanea suggella forse un armistizio ma non la nascita di una nuova amicizia, né un passaggio di testimone. "Io spero e credo di rimanere al Milan a lungo, anche se non sarò in eterno - sorride Allegri -. Filippo ha tutte le caratteristiche per fare un'ottima carriera di allenatore". Ma in questo momento la sua candidatura rischia di essere 'bruciata'. Dopo il diverbio di mercoledì, per il Milan anche dal punto di vista mediatico non sarebbe semplicissimo promuovere l'ex attaccante al fianco di Mauro Tassotti, oggi vice di Allegri. Scartata questa, non restano molte alternative immediate. Anche per questo la società conta di proseguire il più a lungo possibile con l'allenatore livornese. La trasferta a Udine è uno snodo decisivo dopo la falsa partenza. "In campionato e Champions potevamo partire meglio ma la squadra - nota Allegri - è completamente nuova e bisogna affrettare i tempi per arrivare alla vittoria". Tre punti domenica permetterebbero ad Allegri di dimostrare nelle successive due settimane (il 7 ottobre c'é il derby, altro appuntamento cerchiato in rosso) di avere in mano la squadra e di poter rendere meglio con i rientri dei vari Pato e Robinho. Intanto oggi i rossoneri si sono allenati sotto gli occhi di Galliani e del ds Ariedo Braida e a Udine è atteso il rientro di Montolivo, mentre non ci sarà Bonera, fermo per un fastidio al polpaccio accusato martedì in Champions League. Allegri non sembra propenso a nuovi esperimenti tattici, ma affiancare a Mexes uno fra Acerbi e Yepes, e sostituire due giocatori apparsi molto in difficoltà come Antonini e De Jong, con De Sciglio (oppure Constant) e Ambrosini. (ANSA)

 

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