MILAN

Allegri fiducia
a tempo

Il tecnico rossonero potrebbe essere sollevato dall'incarico se nella prossima trasferta di Udine la sua squadra non darà segnali di miglioramento dopo lo scilabo pari di coppa e le due sconfitte casalinghe in campionato

allegri
Vincere a Udine. Non ha grande scelta Massimiliano Allegri per restare al suo posto sulla panchina del Milan. La società gli ha infatti concesso una sorta di fiducia a tempo. E se l'allenatore supererà il decisivo esame di domenica al Friuli, poi sarà sotto osservazione fino al derby del 7 ottobre, altro appuntamento cruciale. Dopo il deludente pareggio con l'Anderlecht nella prima serata di Champions League, il presidente Silvio Berlusconi e l'ad Adriano Galliani hanno valutato la situazione di un allenatore che - dicono rumors da Milanello - non è più in perfetta sintonia con i giocatori, e di una squadra che ha perso le prime due partite di campionato in casa, ha segnato solo tre reti (tutte di Pazzini, a Bologna) e a San Siro non trova il gol da 278', ovvero dalla rete di Pippo Inzaghi il 13 maggio scorso. Lo stesso Inzaghi che da due mesi guida gli Allievi Nazionali rossoneri ed è già un candidato a prendere il posto del suo ex allenatore. La soluzione più praticabile è però quella di promuovere il vice di Allegri, Mauro Tassotti, con l'idea di puntare nella prossima stagione su un tecnico come Pep Guardiola. Pare che Berlusconi fosse propenso a voltare subito pagina, e che Galliani lo abbia persuaso ad aspettare. Come ogni ultimatum, può avere effetti positivi o negativi. Dal canto suo, Allegri rivendica con orgoglio di essere "l'allenatore che ha fatto più punti nelle ultime due stagioni in Italia". Ma è anche consapevole che senza risultati immediati rischia di pagare un inizio di stagione complicato e, forse, anche le aspettative troppo alte attorno a una squadra smantellata e rifondata, attraverso una campagna acquisti che ha prodotto il record negativo di abbonati dell'era Berlusconi. Dopo scudetto e Supercoppa, Allegri è stato messo per la prima volta in discussione a fine marzo da Berlusconi, "senza parole" dopo lo 0-0 in casa con il Barcellona; e la situazione é peggiorata quando ad aprile il Milan si è fatto sfuggire il campionato. Ad agosto, dopo i 5 gol incassati dal Real Madrid, anche Galliani ha alzato la voce con l'allenatore. In quel momento il clima ha cominciato a surriscaldarsi, e si racconta che qualche veterano avrebbe suggerito di fare un passo indietro ad Allegri. Che a sua volta, dopo essersi adeguato alla spending review societaria (e le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva), si è fatto sentire per bloccare l'arrivo di Ze Eduardo. E il rapporto fra i due è crollato ai minimi storici quando Galliani, presi Bojan, Pazzini e De Jong ha annunciato: "E' colmato il gap con le rivali, Allegri non si può più nascondere. Basta parlare di terzo posto, giochiamo per vincere lo scudetto". Ma l'impatto dei rinforzi non è stato immediato, Pato e Robinho si sono subito infortunati, Boateng e Nocerino non sono quelli dell'anno scorso, e senza risultati la squadra ha perso convinzione. Il dito medio di Mexes ai tifosi che fischiavano e la bottiglietta scagliata da Boateng in panchina dopo la sostituzione sono segnali di un certo nervosismo. Allegri in questi giorni dovrà lavorare anche sull'aspetto mentale per giocarsi al massimo le sue ultime chance, e non può certo aggrapparsi a Montolivo (questa volta sembra davvero pronto a tornare in campo a Udine) come la panacea delle difficoltà di gioco del Milan. (ANSA)

 

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