Europei

Italia- Germania infinita
con Riva, Rossi e Totti

Tre sono le partite che restano nella memoria collettiva. Quella dell'Atzeca dei Mondiali del '70, quella del Bernabeu dell'82 e quella di Dortmund del 2006. A più di 40 anni di distanza, Gianni Rivera, l' 'uomo del 4-3' invita "a guardare all'oggi e non al passato" anche se allora non potevamo sapere come quella partita sarebbe diventata un Evento

rivera

La sfida infinita Italia-Germania nel calcio ha dato tante soddisfazioni agli azzurri, ma tre sono le partite che restano nella memoria collettiva. Quella dell'Atzeca dei Mondiali del '70, quella del Bernabeu dell'82 e quella di Dortmund del 2006. Mentre Gianni Rivera, che di quella sfida fu il simbolo, attutisce gli echi dell'impresa ("non guardiamo più al passato"), Gigi Riva la vive ancora come un'emozione totalizzante. "E per questo - spiega all'Ansa - non l'ho mai rivista in televisione, anche perché non giocai tanto bene. Certi brividi li voglio tenere sulla pelle come li ho vissuti dal vivo. Certo - ammette Rombo di Tuono - ci penso e mi torna in mente una partita in cui era successo niente in 90 minuti e tutto nell'ultima mezzora. Sia noi, sia i tedeschi andavamo avanti per forza di inerzia: ogni tanto facevamo gol, ci si fermava e ci si ritrovava a centrocampo. Eravamo stanchissimi perché era un Mondiale giocato in quota ed eravamo quasi alla fine. Ma nello stesso tempo eravamo eccitatissimi, perché vincendo quella partita memorabile stavamo arrivando alla sfida impossibile con il Brasile di Pelé". A più di 40 anni di distanza, Gianni Rivera, l' 'uomo del 4-3' invita "a guardare all'oggi e non al passato" anche se allora non potevamo sapere come quella partita sarebbe diventata un Evento. "Battemmo una squadra forte, al livello del Brasile - ricorda con nostalgia - e centrammo un grande risultato. Periodicamente quella partita viene ricordata in tutto il mondo. Già allora ebbe un grande effetto e, forse, divenne celebre proprio per i tempi supplementari". L'ex Golden boy però non se la sente di fare paragoni tra l'Italia di ieri e quella di oggi: "Noi possiamo essere un modello? No, devono giocare secondo le loro caratteristiche e con la mentalità di Prandelli", ammonisce. A Prandelli servirebbe oggi un Rivera? "No - la risposta - Ieri abbiamo fatto un'ottima partita. C'é mancato solo il gol, serve qualcuno che la butta dentro. Un pronostico per giovedì? Speriamo di vincere, ma lo dirààsolo il campo". Che contro la Germania si "sarebbe fatta la storia" lo pensa anche Paolo Rossi, 'icona' del Mondiale '82: ''Eravamo lanciati, un fiume in piena - ricorda - Germania o non Germania a quel punto lì non ci sarebbe stata storia. Eravamo in uno stato di grazia unico e non c' è stata proprio partita. Abbiamo sbagliato un rigore ma poi fatto tre gol. Quella sera di partita vera ce ne è stata poca e l'Italia stradomino". Di quella notte a Pablito è rimasto cucito addosso "un senso di appartenenza all'Italia fortissimo. Quell'immagine me la porterò dietro tutta la vita". Tra gli 'eroi' più recenti della sfida italo-tedesca e protagonista della semifinale Mondiale 2006 c'é anche Francesco Totti: "Forza ragazzi - il suo messaggio ai 23 azzurri - Ora ci aspetta la Germania, so che gli renderete la vita difficile e darete il meglio anche stavolta. Siamo tutti con voi. Ieri vedere Andrea battere il rigore mi ha riportato di colpo indietro nel tempo e credetemi, sono emozioni uniche". (ANSA).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi