Miss Italia nel Mondo Speciale

Sei ragazze straniere
conquistano la finale

Si preparano alla sfida di domenica, quando sarà incoronata la prima Miss Italia nel Mondo Edizione Speciale, ma il clima tra le ragazze straniere che vivono in Italia è comunque sereno. “Non pensavo di divertirmi così – racconta Aylen Nail Maranges, rappresentante dell’Argentina – e tutto è migliore di come me l’aspettavo”.

Sei ragazze straniere
conquistano la finale
Si preparano alla sfida di domenica, quando sarà incoronata la prima Miss Italia nel Mondo Edizione Speciale, ma il clima tra le ragazze straniere che vivono in Italia è comunque sereno. “Non pensavo di divertirmi così – racconta Aylen Nail Maranges, rappresentante dell’Argentina – e tutto è migliore di come me l’aspettavo”. Aylen, che ha vissuto a Roma e in Sicilia, vuole diventare attrice e spera che il Concorso l’aiuti. Sogna il cinema anche Kaline Basilio De Souza, che studia Giurisprudenza a Roma e già lavora come modella a Milano. Kaline, sposata con un italiano, ha comunque già realizzato un desiderio: “Ho sempre voluto partecipare a un concorso, ma in Brasile non ho potuto farlo perché sono sposata, e l’apertura di Miss Italia alle ragazze straniere mi ha dato la possibilità di iscrivermi”. Fa la modella anche Riquilen Kely Soares Fortes, Miss Capo Verde, mamma di Gisele, una bella bimba di tre mesi avuta dal compagno italiano. “Il mio sogno è quello di fare la modella professionista e spero di averne l’occasione grazie a Miss Italia. È una bella esperienza per noi ragazze straniere, e così ci sentiamo più italiane”. “Per me è l’ultima occasione – racconta Stéphanie Santoromito - ho 26 anni e vorrei che questa fosse l’occasione per iniziare la mia carriera di conduttrice tv”. Nata in Tunisia e cresciuta in Francia, Stéphanie ora vive a Roma dove ha aperto un’azienda per la produzione di mobili in cartone, ma continua a inseguire il suo sogno: “Ce l’ho in me, sono sicura che ci riuscirò”. Per Tetiana Bondarenko, rappresentante del Kazakistan, “siamo fortunate ad aver potuto partecipare a Miss Italia: è stata una dimostrazione di vera uguaglianza tra le ragazze straniere e le italiane. Anche per Tetiana, unica bionda in Concorso, il sogno è il cinema e, aspettando l’occasione, lavora come modella, studia Relazioni Internazionali e lavora in uno studio legale. È stata iscritta dalla mamma Nayomi Andibuduge, Miss Italia nel Mondo Edizione Speciale Sri Lanka: “Finora non avevo mai fatto nulla di simile ed è molto bello trovarmi qui in finale. Avrei voluto partecipare in passato a qualche concorso, ma mia madre si è sempre opposta. Ma quando Miss Italia ha aperto alle ragazze straniere, è stata lei a iscrivermi”. Nayomi, 18 anni, è l’unica delle concorrenti nata in Italia e nei giorni scorsi ha scritto al Presidente Napolitano per chiedere la cittadinanza. Accanto al gruppo delle concorrenti c’è anche una bella ragazza nigeriana che vive a Vernio, in provincia di Prato, Chizoba Iwuanyanwu, che le amiche chiamano Jenny. Pur fuori gara è rimasta a Montecatini Terme con la fascia di Miss Mascotte. “Anche se non sono in finale – racconta – sono contenta lo stesso. Vorrei fare la modella o la fotomodella e spero che questo possa aiutarmi”. Jenny, che ha perso entrambi i genitori e vive da sola, spera comunque che il Concorso possa aiutarla a trovare un lavoro. “Se poi non sarà nel mondo dello spettacolo, andrà bene lo stesso”, confessa divertita. L’ultima bellezza straniera è Ana Carolina Da Silva, Miss Italia nel Mondo Edizione Speciale Brasile Rio de Janeiro, a Montecatini Terme come riserva. “Ho scelto di partecipare a Miss Italia nel Mondo - per avere l’occasione di esporre un problema che non riguarda solo me e le altre ragazze che partecipano al Concorso, ma che tocca tutti i cittadini stranieri, ovvero la difficoltà di ottenere la cittadinanza italiana, anche per chi magari è sempre vissuto in questo paese”. “Per un cittadino di un paese non europeo – prosegue – devono passare dieci anni prima di poter chiederela cittadinanza, quattro anni per chi proviene da un Paese europeo. Le procedure burocratiche richiedono poi altri tre o quattro anni, un arco di tempo lunghissimo soprattutto per chi, come me, si sente italiana e in questo Paese ha sempre vissuto. Quello che chiedo – conclude Ana Carolina – è che siano accorciati i tempi della burocrazia, e sono convinta che sia possibile dato che se uno straniero ha origini italiane, tutta la procedura richiede solo pochi mesi”.

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