Il Festival palermitano si allarga ad altre città siciliane

"Le Vie dei Tesori" a Messina

"Le Vie dei Tesori" a Messina

Chiesa di Santa Maria della Valle - Badiazza

I “tesori” che Messina mostrerà sono 28, sparsi tra il centro città e le colline, gemme incastonate tra l’azzurro del mare e il verde dei Peloritani, inseriti in percorsi che parlano di miti, leggende, storie, tradizioni. Luoghi noti, ma spesso attraversati distrattamente, da guardare con occhi nuovi, altri meno noti, da scoprire e di cui innamorarsi. Anche la città dello Stretto nei due prossimi fine settimana, dal 15 al 17 e dal 22 al 24 settembre, abbraccerà il Festival “Le Vie dei Tesori”, giunto alla XI edizione, che per i cinque weekend di ottobre trasformerà in un grande museo diffuso Palermo – dove è nato e da subito ha mostrato il suo enorme potenziale come occasione per fare rete tra enti, associazioni, operatori culturali e promuovere un turismo consapevole e sostenibile – e per l’edizione 2017 si allarga anche ad Agrigento, Caltanissetta, Messina, Siracusa.
Ieri, nella ex Chiesa del Buon Pastore, la conferenza stampa di presentazione della tappa nella Città dello Stretto, nel pomeriggio è toccato a Siracusa raccontare la mappa dei propri tesori e in tutta l’Isola saranno 110 i luoghi da scoprire, 110 tour urbani.
A Messina è stato fortemente voluto dall’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Carlo Vermiglio il Festival “Le vie dei Tesori”, divenuto nel tempo il più grande in Italia (nell’edizione 2016 ha chiuso con 215 mila visite in 15 giorni, poco meno del Colosseo, luogo più frequentato d’Italia), centrato sulla valorizzazione dei beni culturali e insignito della medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica.
Adesso tocca anche ad altre città dell’Isola mettere in mostra, attraverso appositi itinerari, i propri tesori, «per un modello vincente – come sottolineato dall’assessore Vermiglio – Messina, partendo dalla cultura, può ritrovare la sua identità perduta nel terremoto del 1908, facendo del proprio patrimonio traino efficace per lo sviluppo del sistema socio economico, aggiungendo valori e contenuti sia alle attività produttive già presenti, sia a quelle da creare e innestare. È successo col Museo Regionale, appena restituito alla città, che in sole due settimane ha totalizzato il numero di visitatori dell’intero anno scorso. Un progetto a cui abbiamo aderito con convinzione con un modello vincente: riuscire a generare dalla cultura e dalla valorizzazione del patrimonio modelli innovativi di sviluppo e di crescita sociale ed economica puntando sul “fare rete” e sulla collaborazione tra le istituzioni e le realtà territoriali che di questo tesoro sono eredi e custodi».
Un progetto nato da un gruppo di operatori culturali, giornalisti, docenti, animato dalla consapevolezza che il patrimonio artistico e culturale di Palermo e della Sicilia sia un tesoro da mostrare orgogliosamente, condividere, valorizzare. «Una grande occasione di riappropriazione della città da parte dei cittadini e di promozione verso il mercato turistico, lievito delle energie che già esistono – ribadisce Laura Anello, giornalista e presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus, che organizza la manifestazione – speriamo che anche a Messina, dove l’identità e la memoria sono state spezzate dal terremoto del 1908, questo possa accadere, in collaborazione con le istituzioni e le associazioni cittadine. Il nostro obiettivo è costruire e favorire reti, perché solo così si va lontano, attraverso un modello innovativo e virtuoso di gestione dei beni culturali, messi a sistema, promossi insieme, fruibili con un unico strumento».
«Una rete preziosa – conferma Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente degli Amici dei Musei siciliani, partner della manifestazione – per aprire e raccontare i luoghi. Le visite guidate sono, infatti, il valore aggiunto, grazia ai tanti volontari». A Messina, in prima linea gli studenti universitari, ad accompagnare i visitatori alla scoperta dei luoghi.
«Un’iniziativa che ha un respiro ampio – ha aggiunto l’assessore alla Cultura di Messina Federico Alagna – e ci consente di conoscere in maniera nuova luoghi noti e meno noti, talvolta preclusi, in un percorso di riappropriazione. La vera tutela e valorizzazione del patrimonio può avvenire solo se la cittadinanza ne ha piena consapevolezza, in una città che ha bisogno di recuperare la propria identità per avere una visione propositiva per il futuro. Un progetto che ha fatto sì che tante istituzioni diverse abbiano lavorato in sinergia e si siano messe a disposizione della città».
Concetto ribadito anche da Mirella Vinci, responsabile del procedimento per la Sovrintendenza di Messina: «Sinergia e collaborazione alla base di un progetto che speriamo possa crescere»; «un’azione politica, amministrativa, finanziaria importante, possibile grazie alla risorse destinate dall’assessorato regionale – ha ricordato il sovrintendente ai Beni Culturali di Messina, Orazio Micali – una manifestazione da calendarizzare, che mette al centro tutela e valorizzazione del nostro patrimonio».
Per due weekend, dunque, Messina aprirà le porte della Cattedrale, delle Chiese di Gesù e Maria del Buon Viaggio al Ringo, di San Giovanni di Malta, di San Tommaso il Vecchio, di Sant’Elia, di Santa Maria Assunta dei Catalani, di Santa Maria della Valle-Badiazza, di Santa Maria di Gesù Superiore (presunta tomba Antonello), ex chiesa del Buon Pastore, e poi Forte Gonzaga, Forte Ogliastri, Forte San Salvatore e Madonnina, Galleria d’arte Moderna, Monte di Pietà, Museo delle Ceramiche dell’Università, Museo provinciale Messina del ‘900, Museo regionale interdisciplinare, Parco Horcynus Orca, Parco Sociale di Forte Petrazza a Camaro, Palazzo Zanca, Pinacoteca dell’Università di Messina, Sacrario Cristo Re e Torre Ottagona, Santuario della Madonna di Montalto, Teatro Vittorio Emanuele, Vecchie carceri del Castello di Rocca Guelfonia, Villa Cianciafara, Villa De Pasquale, Villa Pace Sanderson e Museo Fotografico.
E poi quattro “passeggiate” di 2 o 3 ore (a 4 euro, obbligatoria la prenotazione sul sito www.levideiresori.it; tutte le informazioni al numero 091 8420219, dalle 10 alle 18), alla scoperta dei luoghi antonelliani, dei miti dello Stretto e sulle orme del sacro.

Per le visite nei luoghi – nei weekend 15-17 e 22-24 settembre – non occorre prenotare. Basta comprare il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito www.leviedeitesori.it e presentarsi all’ingresso dei luoghi. Un coupon da 10 euro è valido per 10 visite a scelta tra tutti i luoghi del circuito di Agrigento, Caltanissetta, Messina, Siracusa. Un coupon da 5 euro è valido per 4 visite a scelta. Un coupon da 2 euro è valido per un singolo ingresso a scelta. 

A Messina i ticket da 2 euro si possono anche comprare in 5 luoghi: Museo provinciale del ’900, chiesa di S. Maria della Valle (Badiazza), Parco Horcynus Orca, Parco sociale di Forte Petrazza, Sacrario del Cristo Re e Torre Ottagona.

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