Intervista

«Le minacce neonazi m’hanno costretta a riprendere la storia»

Parla la scrittrice spagnola Clara Sánchez, domani a Taobuk. In anteprima il sequel del fortunato best seller “Il profumo delle foglie di limone”

«Le minacce neonazi m’hanno costretta a riprendere la storia»

TAORMINA

“Lo stupore di una notte di luce” (Garzanti) è l’atteso seguito del romanzo best seller “Il profumo delle foglie di limone” con cui la scrittrice spagnola Clara Sánchez – già vincitrice dei tre maggiori riconoscimenti letterari iberici, premio Alfaguara, Nadal e Planeta – si è imposta a livello internazionale, divenendo una beniamina dei lettori e vendendo oltre un milione di copie soltanto in Italia.

Cinque anni dopo Sandra e Julián, i due protagonisti, tornano in scena, al centro di una storia di speranza che fa perno sulla forza delle scelte, sull’impossibilità di dimenticare il male e sulle colpe che devono essere punite. Sandra si prende cura di suo figlio e Julián, un ottantenne sopravvissuto a Mauthausen, ha cercato di scovare quegli spietati criminali ancora in libertà. Ma il Male tornerà a sconvolgere le loro esistenze, richiamando i pericoli xenofobi dei nostri giorni. Un libro fatto di amori apparentemente impossibili, come quello di Sandra per Alberto e quello di Lucy, un nuovo personaggio per Santi, «perché tutti loro ambiscono alla felicità ma le loro esistenze sembrano sfiorarsi, senza riuscire ad incontrarsi».

Clara Sanchez è in Italia, e oggi sarà protagonista a PordenoneLegge (Spazio BCC Fvg, ore 18.30) dialogando con Gian Mario Villalta, domani invece sarà al TaoBuk (piazza IX Aprile, ore 21), per l’appuntamento finale del Festival, dialogando con Lucia Gaberscek, con le letture dell’attrice palermitana Isabella Ragonese.

E proprio a Pordenone, la Sanchez ha raccontato un retroscena inquietante, che ha accompagnato la grande fortuna del libro: «Ho ricevuto messaggi di minaccia, intimidatori: le descrizioni di alcuni personaggi “impuniti” del romanzo mi hanno causato non pochi fastidi, perché alcuni ex nazisti che la storia non ha condannato si sono riconosciuti e sentiti scoperti. Ma la solidarietà e vicinanza dei miei lettori, che continuavano a chiedermi il seguito della storia, sono stati più potenti, e sono felice di aver regalato loro un nuovo romanzo».

Un lettore si chiede sempre dove vadano a finire i personaggi prima di ritornare protagonisti in pagina…

«In questi cinque anni trascorsi i miei due personaggi sono maturati nella mia testa, soprattutto Sandra. Mi sono resa conto in modo istintivo che stesse lentamente crescendo. L’abbiamo conosciuta ne “Il profumo delle foglie di limone” come una donna smarrita, alla ricerca del senso della sua esistenza, ma nel frattempo ha dovuto affrontare delle dure lezioni di vita che l’hanno messa alla prova. In questa nuova avventura Sandra è posta sotto una luce diversa, adesso vive a Madrid e si è resa conto che ciò che la rende felice non è l’inseguire i propri desideri quanto la possibilità di prendersi cura del figlio. In questi anni le sue strategie di vendetta verso le persone della Confraternita si sono affinate ma la sua vita cambierà di nuovo, obbligandola ad andare alla ricerca del suo perduto amore, Alberto».

In questo libro l’attualità è decisamente protagonista. L’ascesa dei movimenti dell’ultra-destra e xenofobi in tutta Europa è sotto i nostri occhi.

«Assolutamente. Proprio l’attualità ha bussato alla mia porta, ha stravolto i miei programmi, mi ha costretto a pormi delle domande e a riprendere le fila di questa storia, riportandomi sulle tracce di questi due Don Chisciotte e Sancho Panza moderni e speciali. “Lo stupore di una notte di luce” non si tratta di un vero e proprio sequel, ma della conseguenza dei fatti accaduti ne “Il profumo delle foglie di limone”. I discepoli neonazisti sono più forti che mai e stanno diffondendo il proprio veleno in tutta Europa, facendosi strada nelle istituzioni. E tutto ciò mi spaventa molto».

La sua Spagna intanto è in pieno stallo politico, senza una vera coalizione di governo.

«Nazionalismo e xenofobia non sono pericoli reali in Spagna, i valori democratici sono più saldi ma questi movimenti sono sempre in agguato. Diversamente la situazione è più seria in Germania e Austria. In Spagna invece abbiamo una classe politica con poca immaginazione, passiva, egoista, capace di perseguire solo i propri interessi. Noi cittadini siamo semplici spettatori, siamo alle mercé delle loro grandi ambizioni personali».

Nel libro lei parla di un Male assoluto che si camuffa nella società. Cosa intende?

«Dobbiamo fare i conti con le tensioni sociali crescenti, dalla crisi economica alla xenofobia verso i migranti. Il mio timore è che il Male possa mimetizzarsi, strisciando in mezzo a noi, risvegliando i nostri istinti più bassi e primitivi, spingendoci ad agire con la pancia anziché con il cuore o la ragione. Il male sa travestirsi e combatterlo è assai difficile perché si nutre della paura di non aver abbastanza denaro o che l’immigrato possa rubarci il lavoro. Il male più infido è quello che trae forza dalle nostre meschinità».

Il tema della sesta edizione del TaoBuk è “Gli Altri”. A suo avviso la scrittura può accorciare le distanze, ampliare le prospettive e aprirci gli occhi sulla realtà?

«La letteratura è senza dubbio lo strumento più efficace per comunicare e affrontare il tema dell’alterità. La letteratura è rivelatrice della nostra natura più intima, facendo affiorare pregi e difetti della società».

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