Il caso

Fedez lascia la Siae e passa a Soundreef

Fedez lascia la Siae e passa a Soundreef

Fedez lascia la Siae e per la raccolta dei suoi diritti d'autore si affida a Soundreef, società specializzata nella gestione dei diritti musicali che lo scorso 18 marzo è stata riconosciuta ufficialmente in Inghilterra per effettuare la raccolta dei diritti di autore. L'accordo è stato firmato a Milano tra lo stesso rapper e l'amministratore delegato di Soundreef, Davide D'Atri. 

"Non si parla di me per mia volontà, è l'informazione che deve rivalutare le sue priorità se nei Tg nazionali si parla di me che litigo con un vicino di casa": così Fedez, oggi a Milano, ha commentato la sua recente presenza mediatica non legata alla sua attività artistica.

In uscita Venerdì 6 Maggio "Vorrei ma non posto", firmato da Fedez, J-Ax e Davide Petrella.it  

L'inedito racconta uno spaccato sociale: la “deviazione” digitale di oggi, viviamo con gli smart phone in mano, sempre pronti a condividere ogni momento sui social. Instagrammare e postare una foto, ormai, è diventato più importante che vivere il momento reale e avere un ricordo vissuto da conservare nella memoria.

l caso di Fedez che ha annunciato di voler lasciare la Siae ha dei predenti, e uno dei primi artisti a farlo è stato il cantautore catanese Cesare Basile, 52 anni, che nel 2013 ha deciso di dimettersi dalla società che gestisce i diritti d'autore e di non ritirare quello stesso anno il premio Tenco in solidarietà ai teatri occupati. Con la sua formazione, i Quartered Shadows, ha aperto negli anni '90 il concerto dei Nirvana a Berlino, poi le collaborazioni con Nada, Massimo Volume, Hugo Race, Kamil Carlens. Quindi il ritorno in Sicilia, la creazione dell'Arsenale, network di artisti siciliani, l'occupazione del Teatro Coppola di Catania e quella del Teatro Garibaldi a Palermo. Basile contesta la gestione dell'ente: "Nonostante abbia deciso di uscire fuori dalla Siae - dice - con una lettera di dimissioni accettate, continuano a chiedere adempimenti burocratici che non spettano ai gestori dei locali per cui suono. In Italia spesso le procedure da attivare per un evento - spiega - cambiano da un ufficio territoriale Siae all'altro. E' una vera e propria schizofrenia del sistema - dice - gli uffici sono centri di potere e decidono, di volta in volta, le regole. Io mi attengo a quanto previsto per gli autori non iscritti: rilascio una dichiarazione agli organizzatori, sollevandoli da ogni responsabilità, in cui certifico che i miei pezzi non sono tutelati dalla Siae. Perciò alla società non spetta alcun compenso. Spesso però - sostiene Basile - è capitato che agli organizzatori venissero comunque richiesti i cosiddetti borderò Siae".

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