"Apriti sesamo"

Battiato: in Italia
bisogna fare di più

Il titolo del nuovo disco, "Apriti sesamo", è quello del nuovo capitolo firmato dal cantautore e compositore siciliano che, tra citazioni seicentesce, Dante, e uno sguardo al passato, torna sugli scaffali dei negozi martedì 23.

Battiato: in Italia
bisogna fare di più

A sei anni di distanza dal suo ultimo album composto interamente di inediti, Franco Battiato torna in scena con 'Apriti sesamo'. Il titolo è quello del nuovo capitolo firmato dal cantautore e compositore siciliano che, tra citazioni seicentesce, Dante, e uno sguardo al passato, torna sugli scaffali dei negozi martedì 23.

 "Questo è un album più che ottimista - racconta Battiato che oggi ha convocato i giornalisti per parlare del nuovo arrivato - perché sto facendo una vita al di sopra delle mie aspettative e non posso lamentarmi. Vorrei però che in Italia si facesse qualcosa di serio sul fronte economico, a partire dalle tasse che dovrebbero essere riviste per consentire una vita dignitosa a chi oggi non ce la fa più". Per la scrittura dei testi che compongono la scaletta di dieci brani, da 'Un irresistibile richiamo' fino ad 'Apriti sesamo', l'autore di 'Up patriots to arms' si è avvalso ancora della collaborazione del fidato Manlio Sgalambro.

 "Lui si ritiene un ateo, ma io sono molto più vicino al suo pensiero che a quello di certi alti prelati che non ammettono, ad esempio, che nel Vangelo si parli anche di reincarnazione. Tra me e Sgalambro non c'é un vero dialogo sulle canzoni, lui mi manda i testi e poi tocca a me scegliere quello che è da tenere per farci una canzone". Ad ispirare Battiato, questa volta, è stata anche la Divina Commedia che fa capolino nel brano 'Testamento'. "E' stata la prima volta - racconta lui - che mi sono alzato nel mezzo della notte per prendere nota di un intuizione. In passato mi sarei girato dall' altra parte e avrei continuato a dormire".

 Oltre ai riferimenti danteschi e a quelli pescati dal Seicento come in 'Passacaglia' (il primo singolo, libero adattamento dell'opera classica 'Passacaglia della vita' di Stefano Landi), ci sono anche quelle più profane di 'Quand'ero giované, con le file di macchine per le strade di Milano, attorno al Parco Ravizza e al Cimitero Monumentale, alle prese con tutt'altri soggetti. "Quelli di cui parlo sono i primi transessuali che si vedevano a Milano. Ero allibito dalla fila di macchine che si formava puntualmente in quelle zone". Un pensiero, Battiato, lo riserva anche all' attualità italiana: "E' inaccettabile continuare a vedere politici che rubano. Chi ruba nelle banche è più simpatico e difficilmente con una rapina si può raggiungere una cifra come quella che si è preso Lusi".

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