Festival di Sanremo

Gli Stadio vincono la sfida delle cover

Gli Stadio vincono la sfida delle cover

C'è stato anche il colpo di scena tecnologico nella terza serata del festival di Sanremo - dedicata alle cover e vinta dagli Stadio con La sera dei miracoli - e la vittima è stata Miele. Per un problema tecnico con il voto della sala stampa - che ha determinato un netto calo delle preferenze valide - è stato necessario ripetere la votazione. E così il verdetto della sfida con Francesco Gabbani è stato ribaltato: Miele che sul palco era uscita vincitrice è stata eliminata e ha chiesto di essere riammessa alla finale con la sua "Mentre ti parlo" come quinto concorrente. La direzione di Rai1 e la direzione artistica decideranno domani mattina. Come ieri è toccato ai giovani aprire la serata: nella seconda sfida Mahmood ha prevalso su Michael Leonardi. C'era chiaramente un altro clima nella serata delle cover, per la qualità della canzoni che si ascoltano e per la minore tensione dei cantanti. Anche Gabriel Garko e Madalina Ghenea sono apparsi più sorridenti: Garko ha ormai scelto la strada dell'autoironia, con battute come: "Qui a Sanremo mi avete conosciuto come co-presentatore, ora mi apprezzerete di più come attore", oppure "c'è un tweet: Garko è disinvolto come il pioppo che ho in giardino". Come nelle altre sere, Virginia Raffaele è stata esilarante: stavolta il personaggio scelto è Donatella Versace, in versione disturbatrice e con un rapporto con le protesi da chirurgia plastica tipo "La morte ti fa bella". "C'è Elton stasera?" ha chiesto a Conti. "No". "C'è Nicole Kidman?". "No". "E chi c'è?". "I Pooh". "Dai serio ... e che mi hai chiamato a fare?". Parlando un italiano appena percettibile, la Versace made by Virginia Raffaele ha avuto problemi con il mega lifting: prima le è rimasto chiuso un occhio, poi le è si è staccato un orecchio in mano. "Avevo appena fatto il tagliando". Nel suo secondo passaggio ha continuato a giocare con la sua maschera: prima ha storto il labbro, poi, deformando il mento ha detto: "Questo me l'ha insegnato la Santanché". Non contenta si è sfilata una parte dell'extension e l'ha messa in testa a Carlo Conti durante la presentazione di Clementino. A festeggiare i 50 anni di carriera, e la reunion con Riccardo Fogli, sono arrivati i Pooh. Delirio pop a colpi di "Dammi solo un minuto", "Tanta voglia di lei", "Piccola Katy", "Noi due nel mondo e nell'anima", "Pensiero", "Chi fermerà la musica". Inevitabile la standing ovation. Prima della conclusione con "Uomini soli", la canzone dei Pooh che ha vinto Sanremo nel 1990, il racconto, come sempre a più voci, della carriera della più longeva band del pop italiano. La gara delle cover era divisa in cinque gruppi: la sfida tra il primo gruppo di Campioni l'ha vinta Noemi con una versione più rock dell'originale di "Dedicato", scritta da Ivano Fossati per Loredana Bertè. I Dear Jack hanno riletto in un funky pop "Un bacio a mezzanotte", un gioiellino firmato da Garinei-Giovannini e Gorni Kramer, gli Zero Assoluto hanno trasformato "Goldrake" in una ballad, una scelta che ricorda quella fatta dal cantautore Alessio Caraturo. Giovanni Caccamo-Deborah Iurato hanno invece reso omaggio a Pino Daniele con "Amore senza fine". Clementino ha vinto la sfida del secondo gruppo regalando emozioni con una bellissima versione di "Don Raffaè" di Fabrizio De Andrè. Patty Pravo, con acconciatura da Trono di Spade, ha riletto il suo classico "Tutt'al più" e per evitare i pericoli di rileggere il suo stesso repertorio ha affidato le strofe al rapper Fred Di Palma. Alessio Bernabei, insieme al duo pop del momento, Benji e Fede, ha dato una lettura acustica di "A mano a mano" di Riccardo Cocciante Dolcenera con fiocco arcobaleno ha appesantito "Amore disperato", delizia pop del repertorio di Nada. Rocco Hunt ha vinto la sfida del terzo gruppo delle cover, con una versione da marpione di "Tu vo fa l'americano" di Renato Carosone. Elio e le storie tese, in look anni '70, e con il ritorno di Rocco Tanica (prestato dalla rassegna stampa), hanno suonato Quinto ripensamento, cover dell'adattamento della Quinta di Beethoven fatto per la colonna sonora della Febbre del Sabato Sera. Arisa ha stravolto in un beguine un po' caciarone "Cuore" di Rita Pavone, Francesca Michielin è stata brava a rileggere un capolavoro come "Il mio canto libero" di Lucio Battisti. Nel quarto gruppo ha vinto Valerio Scanu con "Io vivrò senza te", Irene Fornaciari ha affrontato "Se perdo anche te" di Gianni Morandi, i Bluevertigo hanno proposto una convincente versione di "La lontananza" e Neffa "'O Sarracino". Nel quinto gruppo Annalisa si è misurata con "America" di Gianna Nannini, Lorenzo Fragola ha sfidato "La donna cannone" di Francesco De Gregori, Enrico Ruggeri "'A canzuncella" degli Alunni del Sole. Gli Stadio "La notte dei miracoli" di Lucio Dalla con la voce originale del cantautore si sono imposti nell'ultima sfida. Se ad aprire la serata era stato Marc Hollogne, artista belga che ha creato il personaggio di Marciel, capace di entrare e uscire da schermi grazie ai quali si permette di passare dal bianco e nero del muto a una piscina, l'ultimo ospite musicale in scaletta è stato Hozier, con il super hit "Take Me To The Church" ma c'è stato anche spazio per Nicole Orlando, atleta para olimpica vincitrice di cinque medaglie ai Mondiali in Sud Africa. Come sempre per il sotto finale spazio per l'irresistibile rassegna stampa di Rocco Tanica.

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