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Sabato la protesta dei Conservatori italiani

Studenti e docenti dei Conservatori italiani attueranno diverse forme di protesta per chiedere al governo la riforma attesa da 16 anni

Sabato la protesta dei Conservatori italiani

A Treviso, docenti e studenti del Conservatorio Agostino Steffani suoneranno en plein air sotto la prefettura, ad Alessandria il Vivaldi aprirà le sue porte mattina e pomeriggio, a Pescara il Gabriele D'Annunzio organizza incontri con la cittadinanza, mentre in Sicilia il Toscanini chiama a raccolta il pubblico per un concerto nella Valle dei Templi. Da Nord a Sud esplode la protesta dei Conservatori, che il 13 febbraio in tutta Italia saranno in piazza o apriranno i loro teatri per chiedere conto al governo di una riforma, ferma da 16 anni. Una giornata "di protesta e di proposta", che con concerti, performance, esibizioni varie coinvolgerà nello stesso giorno tutti i 77 istituti di alta formazione musicale (Afam) italiani. Mentre per la prima volta insieme, presidenti, direttori e studenti dei conservatorio, statali e non, hanno votato all'unanimità una mozione per chiedere al governo più attenzione verso il sistema, con la richiesta in particolare di avere, entro il 2016, un nuovo sistema di reclutamento, l'ordinamento di tutti i corsi di studio, la statalizzazione degli istituti musicali, l'incremento delle risorse. A Treviso, con i docenti e gli studenti dello Steffani raccolti sotto le finestre della prefettura, ci sarà anche il direttore, Paolo Troncon, presidente della conferenza che riunisce i direttori di tutti i Conservatori d'Italia, che dopo l'esibizione incontrerà il prefetto, per consegnargli un documento da inoltrare al ministero dell'Istruzione. "Dopo incontri con le diverse commissioni, colloqui personali con il ministro e i suoi collaboratori, - spiega Troncon - abbiamo deciso la scorsa settimana a Roma di portare a conoscenza della stampa e dei cittadini lo stato deplorevole in cui versano i Conservatori italiani, che attendono il definitivo avvio della Riforma da 16 anni". Via alla protesta nazionale, quindi, ognuno con una sua iniziativa. La denuncia riguarda "il persistere di un'assenza di progettualità politica e culturale riguardo al sistema formativo musicale", ma anche l'annuncio di norme che favorirebbero le istituzioni private a discapito delle istituzioni pubbliche. Tant'è, i Conservatorio chiedono ora risposte immediate, "non oltre il mese di febbraio", e "azioni concrete, da realizzarsi in tempo utile" per il prossimo anno accademico. Il sistema musicale in Italia è rappresentato da 77 istituti di alta formazione musicale: 54 Conservatori statali (più 4 sedi staccate), 19 Conservatori non statali (ex Istituti Pareggiati), 4 istituti accreditati. Gli studenti iscritti sono 50.000 il 10% dei quali stranieri (più che doppio rispetto alle Università). I docenti sono 6.000 a cui si aggiungono 1.500 unità tra amministrativi e ausiliari. Oltre 6.000 all'anno, infine, i diplomati.

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