Messina

Gli scatti di 21 fotografi
per raccontare lo Stretto

Mostra allestita al Monte di Pietà dal 3 al 28 febbraio. Apertura dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30, lunedì giorno di chiusura

Gli scatti di 21 fotografi per raccontare lo Stretto

Un percorso fotografico per raccontare attraverso sguardi differenti un luogo mitico, dove il passato delle leggende e il futuro delle opportunità si fondono in colori brillanti, vedute mozzafiato. La mostra “Visioni del Mito. Atlante fotografico dello Stretto di Messina”, dedicata alla Falce, raccoglie luoghi e azioni simbolo, che scolorano l’umano a favore del paesaggio, illuminano la realtà in ombra regalando un sovrappiù di senso anche ai soggetti più noti e familiari. Nel catalogo, a cura di Luigi Giacobbe e Mosè Previti, le immagini che la compongono sono suddivise per tematica ma anche per similarità o contrasto di suggestioni che ne scaturiscono. E tuttavia il continuum dei luoghi è pienamente visibile e indagabile. L’esposizione fotografica verrà inaugurata questo pomeriggio, alle 18.30, al Monte di Pietà nell’ambito del progetto “Le Scalinate dell’Arte”, percorso pluriennale e poliedrico, che vede capofila il Comune di Messina, partner la società Team Project, destinatario di un apposito finanziamento nel Po Fesr Sicilia 2007-2013, per interventi di riqualificazione delle sette scalinate che insistono lungo via XXIV maggio, ed eventi di arte contemporanea. Chiuderà il 28 febbraio (apertura dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30, lunedì giorno di chiusura).

Ospite speciale dell’inaugurazione il capitano di vascello Santo Giacomo Legrottaglie della Marina Militare, interverranno inoltre il sindaco Renato Accorinti, Tonino Perna e Sergio De Cola, assessori alla cultura e all’urbanistica, Filippo Romano, commissario Area metropolitana di Messina, Giovanni Lucentini, coordinatore del progetto “Le Scalinate dell’Arte”, Luigi Giacobbe e Mosè Previti, curatori dell’esposizione. 21 i fotografi coinvolti, sono messinesi Achille Baratta, Giovanni Chillemi, Giovanni Coccoli, Antonio Fede, Giancarlo Granei, Enrico Guerrera, Mimmo Irrera, Alessandra Lanese, Stefano Marino, Vincenzo Nicita, Sebastiano Occhino, Daniele Passaro, Paolo Pergolizzi, Ignazio Pandolfo, Silvio Ruvolo, Santi Smedile, Franco Trifirò, Samuel Tuzza e Gianmarco Vetrano, Antonio Aloisi è di Spoleto, Daniele Chitè di Napoli, Ignazio Pandolfo di Erice.

Lo storico dell’arte Luigi Giacobbe, co-curatore della mostra, individua, tra le 108 immagini che la compongono «un addensarsi di Storia e microstorie che diventano la più naturale palestra per i fotografi peloritani, il luogo della visione e dell’ossimoro, fra decadenza e rigenerazione perenne dei gorghi di Cariddi».

«Una pluralità di sguardi che – secondo Mosè Previti, storico dell’arte e creativo – ricostruisce il mosaico di una radicata percezione delle peculiarità del paesaggio di fronte al quale prevale un orgoglioso senso di appartenenza e una volontà d’indagine rivolta principalmente alla varietà straordinaria di effetti ottici e luministici dello Stretto». «L’obiettivo fotografico racconta i “Miti” – aggiunge Giovanni Lucentini, ideatore de “Le Scalinate dell’Arte’” e presidente di Team Project – quasi senza una vera consapevolezza, poiché, i miti aleggiano, vivono e presenziano l’area dello Stretto e il suo territorio. Tutti con personale stile e sensibilità, i fotografi catturano il mito, la leggenda che si fa storia». «Così – conclude Giacobbe – l’esposizione appare come un primo tentativo di riflessione sul potenziale evocativo dello Stretto di Messina».

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