Arsenale

Il Centro Nato
in stand by

È quanto emerso nel corso dell’incontro tra il dg dell’Agenzia Industrie Difesa, Airaghi, e i sindacati: «La fuga di notizie ha provocato l’inevitabile stop». La Flp Difesa ha chiesto spiegazioni sulla improvvisa frenata e approfondimenti sull’impatto ambientale

arsenale messina

Il progetto rischia di essere cancellato prima ancora di vedere la luce, nonostante la Namsa lo avesse già sposato. A minarlo alla base la «fuga di notizie» denunciata dal direttore generale dell’Agenzia Industrie Difesa (Aid), l’ing. Marco Airaghi, nel corso dell’incontro con i sindacati di qualche giorno fa, durante il quale è stato operato un giro di orizzonte in merito alle realtà delle diverse Unità produttive dell’Aid, con particolare attenzione proprio all’Arsenale di Messina. Airaghi come si legge in un comunicato della Flp Difesa, i cui rappresentanti hanno partecipato all’incontro, ha precisato che «l’Aid aveva allo studio un nuovo progetto che interessava Namsa che avrebbe fatto di Messina un centro di dismissione del naviglio che, se realizzato, avrebbe offerto prospettive di lungo corso». La notizia del progetto di demilitarizzazione e di smaltimento di unità navali, non più in linea, fino a duemila tonnellate (naviglio sottile) – con un investimento di circa 25 milioni di euro – era stata data il 30 giugno dalla Gazzetta del Sud, suscitando diverse reazioni in città e non solo.

Ampio articolo a pagina 27 del nostro quotidiano

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