Capo D'Orlando

Sigilli alle vasche
del depuratore

L’inchiesta della Procura di Patti dopo numerosi esposti. Un avviso di garanzia nei confronti del gestore dell’impianto di Tavola Grande.

depuratore Capo d'Orlando

Ad innescare l’inchiesta avviata dalla Procura pattese pare siano stati numerosi esposti, molti dei quali anonimi, giunti in Procura ed alle Forze dell’ordine circa la qualità delle acque del mare e soprattutto sul lezzo che come una cappa attanaglia tutta la zona della foce del torrente Zappulla, sulla cui sponda est è ubicato l’impianto paladino. Gli agenti del Commissariato, nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore del Tribunale di Patti, Rosanna Casabona, hanno anche prelevato di concerto con i tecnici dell’Arpa Sicilia, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, campioni di acque fognarie in entrata nel depuratore e campioni di liquami depurati in uscita
verso la condotta sottomarina, per essere sottoposte ad analisi.
La condotta si estende per
trecento metri verso il mare
aperto (al confine con il comune
di Torrenova) dove poi
vengono disperse poi le acque
trattate . E proprio da queste
analisi e dal riscontro del deposito
dei liquami essiccati
scaturirà il seguito dell’o p e r azione
effettuata ieri dalla Polizia
che da alcune indiscrezioni
potrebbe allargarsi anche
al funzionamento della
condotta sottomarina.

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