Palermo

Frode da 1,2 mln, la Corte dei conti condanna una società di Acireale

Per i giudici ci fu una finta compravendita di un immobile.

Frode da 1,2 mln, la Corte dei conti condanna una società di Acireale

I giudici della Corte dei conti presieduta da Giuseppe Colavecchio hanno condannato la Digital Pro srl, società di Acireale, e l'allora rappresentante legale Giuseppe Torrisi a risarcire il ministero dello Sviluppo Economico con 1 milione e 129 mila euro. Secondo le indagini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Catania, coordinate dalla Procura, il finanziamento di oltre un milione ricevuto per realizzare un nuovo impianto ad Acireale per la riproduzione di supporti video registrati non furono mai spesi. L'allora rappresentante legale, secondo quanto accertarono i baschi verdi, avrebbe simulato l'acquisto di un immobile industriale per l'importo di un milione e 600 mila euro, documentando i relativi pagamenti con stampe false di bonifici. Avrebbe falsificato bonifici per acquisti ed emesso fatture false. Il procedimento penale è stato archiviato per prescrizione mentre quello contabile è proseguito. Gli avvocati di Torrisi e della Digital Pro hanno ribadito che i beni oggetto del finanziamento sono stati regolarmente acquisiti al patrimonio aziendale e il controverso acquisto dell'immobile è effettivamente avvenuto, così come le operazioni di pagamento reputate false sono state effettivamente realizzate. Non così per i giudici che hanno accolto le richieste della Procura contabile, e confermato che non c'è stato la compartecipazione dei fondi privati con quelli pubblici per il piano di investimento. "La lettera di affidamento bancario intestata alla Banca Popolare di Novara Spa, con la quale questa, il 20 novembre 2002, avrebbe attestato la disponibilità, in capo ai soci della Digital Pro srl delle risorse patrimoniali e finanziarie necessarie per far fronte agli impegni derivanti dal programma di investimenti di cui si tratta - si legge nella sentenza - La predetta Banca ha, infatti, negato di aver intrattenuto rapporti con la Società e con Giuseppe Torrisi".

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