Palermo

Il richiamo della Corte dei Conti

Sprechi e corruttele: la situazione in sicilia, così come nel resto del paese, è ai limiti di guardia. La presidente Savagnone: così chi amministra perde dignità e credibilità

Il richiamo della Corte dei Conti

«Il livello di corruzione nella pubblica amministrazione in Sicilia è tale e quale in tutta Italia. Le fattispecie che a noi arrivano sono la punta dell’ iceberg. Quando arrivano da noi è già tutto accaduto. Condanniamo e cerchiamo di recuperare ma è molto difficile. Questa è la situazione». Lo afferma, parlando a margine dell’ inaugurazione dell’anno giudiziario 2018, il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione siciliana Luciana Savagnone. Ed è un atto d’accusa nei confronti della politica. «Le fattispecie sono sempre le stesse – ha aggiunto – ci occupiamo di porre rimedio sul danno erariale, se ci danno gli strumenti, abbiamo un sacco di paletti, di difficoltà, a cominciare dalla prescrizione che è di soli 5 anni». Quindi un monito: «La politica e la pubblica amministrazione imparino ad amministrare e gestire se stesse, curando il rispetto delle norme e delle regole che governano la loro attività, anticipando, se possibile, gli interventi da parte della magistratura, così da riacquistare anche credibilità nei confronti dei cittadini».

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