Messina

Tentato omicidio villaggio Santo, terzo arresto

Si tratta di un sedicenne che avrebbe guidato il motorino sul quale si trovava il 18 enne Gabriele La Rosa che compì materialmente l'assalto ferendolo ma senza procurare danni letali. Nell'abitazione del minore, a Fondo Fucile, è stato rintracciato il presunto esecutore e trovata l'arma. In manette anche il presunto mandante.

Carcere Gazzi

Dopo i presunti mandante ed esecutore materiale del tentato omicidio, il gip del tribunale dei minori, Michele Saya, ha convalidato l'arresto di un 16enne residente in una baracca di Fondo fucile. Il 24 gennaio scorso il giovane era alla guida del motorino su cui viaggiava anche il 18enne Gabriele La Rosa che secondo gli inquirenti avrebbe sparato da distanza ravvicinata diversi colpi di pistola, una browing calibro 6.35, all'indirizzo di Giuseppe Gugliandolo che si trovava nei pressi dell'ingresso della sua abitazione del villaggio Santo. Ed è proprio a casa del minore che la polizia ha rintracciato Gabriele La Rosa e dove, nascosta sotto i cuscini di un divano è stata trovata anche la pistola utilizzata nell'agguato. Inoltre una una pistola a salve ed una con matricola illeggibile, e cinque cartucce inesplose.

Il 16enne questa mattina è stato interrogato dal giudice delle indagini preliminari del tribunale dei minori ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Successivamente ed è stato trasferito nel carcere minorile di Acireale. Non ha risposto alle domande del Gip Salvatore Mastroeni nemmeno Gabriele La Rosa che si trova a Gazzi. Entrambi sono assistiti dall'avvocato Giovanni Mannuccia. Per questo tentato omicidio è rinchiuso in carcere anche il presunto mandante, il 26enne Rosario Mollura. All'origine della spedizione punitiva del 24 gennaio scorso un debito di scarso ammontare, probabilmente legato al mondo della droga. La Rosa, accompagnato sul posto dal minore, ha bussato alla porta dell'abitazione e quando l'uomo ha aperto gli ha sparato diversi colpi.

Trasportato in ospedale i medici hanno constatato che un proiettile aveva lambito il fegato senza procurare danni letali. Sono state anche le intercettazioni ambientali e telefoniche, le perquisizioni domiciliari e i riscontri balistici a mettere i poliziotti sulle tracce dei responsabili. Hanno messo gli investigatori sulla strada giusta.

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