Sicilia

Il 23 febbraio primo ricorso contro Musumeci

Il mancato rispetto della legge Severino nella presentazione dei documenti per le candidature. Si apre la battaglia al Tar di Palermo. Molti candidati bocciati tentano di riscrivere il verdetto delle urne

Il 23 febbraio primo ricorso contro Musumeci

La “batteria” di ricorsi è pronta. In ballo c’è la possibilità di ridisegnare la nuova mappa dell’Assemblea regionale siciliana. Da tutta la Sicilia candidati bocciati e cittadini “portabandiera” di chiari interessi politici, puntano a sovvertire il verdetto elettorale emerso dalle urne. Il primo ricorso - che sarà discusso al Tar di Palermo il 23 febbraio - è stato veicolato da una militante di Cinquestelle che punta alla decadenza del governatore Nello Musumeci.

I ricorsi al Tribunale amministrativo regionale si fondano su un errore non solo formale ma sostanziale. Il rischio? La cancellazione dalle liste di quei candidati che, anche solo in buona fede, non hanno dichiarato di non avere compiuto alcuni reati previsti dalla legge Severino.

Il candidato, infatti, all’atto dell’accettazione della candidatura, doveva dichiarare di non trovarsi nelle condizioni di incandidabilità prescritte dalla legge Severino. Peccato, però, che nella modulistica predisposta dall’Ufficio elettorale regionale (dipartimento Autonomie locali), diretto da Margherita Rizza, a proposito delle ipotesi di incandidabilità non viene citata la legge Severino (n.235 del 2012), ma una norma ormai superata (la n. 55 del ‘90, articolo 15, comma 1), abrogata appunto dalla Severino: norma, questa, che si applica anche alle regioni a Statuto speciale (articolo 14 della Severino).

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