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Chiesto giudizio presidente consiglio comunale Palermo

Ipotesi concussione per nomina dirigente. Avvocato, nessun reato

Chiesto giudizio presidente consiglio comunale Palermo

Le presunte pressioni per un incarico a un dirigente del Comune di Palermo potrebbero costare care a Salvatore Orlando, presidente del Consiglio Comunale di Palermo. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tentativo di concussione. Antonino Rera, il dirigente comunale che Orlando avrebbe voluto favorire, è accusato di favoreggiamento personale. Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Claudia Bevilacqua, a giugno del 2015 Orlando, in qualità di presidente del Consiglio comunale, abusando dei suoi poteri e del suo ruolo, avrebbe tentato di costringere Serafino Di Peri e Dario Gristina, componenti della commissione comunale per il conferimento dell'incarico di responsabile dell'ufficio consulenza giuridico amministrativa del Consiglio, a scegliere Rera. Il tentativo, fatto con mail e incontri, andò però a vuoto e fu nominato Nicolò Giuffrida. Rera, invece, avrebbe omesso di riferire all'autorità giudiziaria di alcune circostanze sugli incontri avvenuti con Orlando, Di Peri e Gristina. "Orlando - ha spiegato Gristina alla guardia di finanza - dopo la conclusione dei lavori della commissione valutativa che ha portato alla scelta di Giuffrida, mi ha convocato nel suo ufficio, alla presenza di Antonino Rera, invitandomi a non firmare temporaneamente il verbale, facendomi intendere chiaramente che avrebbe preferito che Giuffrida non venisse nominato". Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ha detto: "Nell'esprimere fiducia nel fatto che il presidente Salvatore Orlando chiarirà ai magistrati il proprio operato, confermo che l'amministrazione, come per tutte le vicende giudiziarie che hanno coinvolto amministratori, ex amministratori e dipendenti, seguirà l'andamento del procedimento e, ove ricorreranno i presupposti, si costituirà parte civile". Salvatore Orlando è da anni in consiglio Comunale, ma ha cominciato a fare attività politica nel suo paese, a Corleone (Palermo). Fedelissimo del suo omonimo Leoluca, il sindaco di Palermo, si è sempre schierato al suo fianco. Nel 2012 diventò presidente del Consiglio in virtù del primato di consensi per l'Idv, che appoggiava il primo cittadino. Salvatore Orlando è stato poi riconfermato consigliere nelle recenti elezioni di giugno scorso. Nonostante il più votato, con oltre 3.400 preferenze, fosse stato Francesco Paolo Scarpinato nella lista Democratici e popolari, Orlando è riuscito - grazie all'appoggio di Leoluca - a essere confermato presidente del consiglio comunale con 28 voti su 40. Adesso la procura gli contesta un tentativo di concussione. Il gup di Palermo deciderà sull'eventuale rinvio a giudizio martedì prossimo. L'avvocato di Orlando, Nino Caleca, è sicuro dell'innocenza del suo assistito. "Orlando non ha commesso alcun reato, lo dimostreremo", ha detto.

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