Capo d'Orlando

Porto turistico, l’esordio è incoraggiante

Il bilancio della grande infrastruttura attivata a luglio. Oltre mille diportisti nei primi tre mesi e soprattutto il decollo di una nuova città sul mare

Porto turistico, l’esordio è incoraggiante

Quattrocento imbarcazioni ormeggiate e più di un migliaio di diportisti, questo il primo bilancio dell’attività del porto di Capo d’Orlando, la cui apertura, avvenuta ai primi di luglio di quest’anno, ha cancellato per sempre l’etichetta di più grande incompiuta dei Nebrodi che per cinquant’anni l’aveva accompagnato.

Un investimento di quasi 50 milioni diviso tra fondi pubblici e privati. Il consuntivo economico definitivo ancora non è possibile stilarlo perché come ci dice l’architetto Pippo Mangano della “Porto turistico di Capo d’Orlando”, la società di progetto che ha completato il porto e lo gestirà per 60 anni, «la struttura sarà completata nella primavera del 2018, con la definizione dei lavori al 1° piano degli edifici, dove saranno inaugurati una foresteria, lo yachting club, una sala meeting e un ristorante con terrazza panoramica». Tra i numeri a favore di questi primi tre mesi di attività c’è da considerare il distributore di carburante che ha garantito fin dai primi giorni dell’apertura il servizio e che ha spinto chi va per mare a rifornirsi di gasolio o benzina e a visitare poi il porto, appellato “Marina di Capo d’Orlando” . Per molti diportisti è stata la piacevole scoperta di una struttura all’avanguardia, che si preannuncia essere punto strategico per la nautica locale ed internazionale, per gli appassionati del settore una grande conferma. “Un ulteriore valore aggiunto, continua Mangano, è quello rappresentato dal cantiere nautico Multinautic 2.0 che offre un’assistenza tecnica a 360°, dal refitting alle riparazioni al motore su barche anche fino a 30 mt di lunghezza, con un piazzale lavori di 4000 mq, un’area destinata al rimessaggio e un travel lift di 110 tonnellate, messo già in azione per operazioni di alaggio e varo”. Da una prima analisi dei dati registrati, è emerso che la maggior parte dei diportisti approdati sono di nazionalità italiana, ma forte è stata la presenza degli stranieri, e tra questi in particolare, un’alta percentuale di tedeschi, soprattutto nei mesi di settembre e nella prima quindicina di ottobre. Ma il porto di San Gregorio per gli orlandini ed i nebroidei, oltre a rappresentare una indiscutibile aspettiva di rilancio turistico, si è affermato come punto d’incontro serale e notturno.

Così le banchine si sono affollate all’inverosimile ponendo anche qualche problema alla privacy dei diportisti che mai come a Capo d’Orlando hanno dovuto fare i conti con l’entusiasmo della gente. I dati parlano del 70 % dei locali commerciali assegnati lungo la banchina antistante gli ormeggi che hanno aperto i battenti nel corso della stagione estiva e tra non molto apriranno le porte anche un tabacchi, un parrucchiere e uno ship chandler. Ma il porto, con le sue grandi zone a verde ha anche ospitato grandi concerti grazie al feeling con il Comune. Questa estate nella zona verde si sono avuti i concerti di Piovani e Toquinho. Scommessa vinta ? Probabilmente anche se c’è da affrontare il periodo più difficile per una struttura turistica come quella orlandina, e cioè l’inverno. I diportisti sceglieranno Marina di Capo d’Orlando anche per l’inverno? Questi ultimi sostituiranno orlandini e nebroidei lungo le banchine dello shopping per far “navigare a viele spiegate” negozi e boutique ? La risposta viene direttamente da Enrico Bertacchi, amministratore della società di gestione «Stiamo lavorando per organizzare un calendario di eventi durante l’inverno per poi ripartire nella stagione 2018 con tante novità». Ma c’e’ di più perché si guarda ai collegamenti permanenti con le Eolie già sperimentate d’estate: «Nulla osta a riprendere e anzi potenziare questo importante servizio a partire dalla primavera prossima»

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