Messina

A Giampilieri costruita “la grande muraglia”

L’intero borgo marinaro in rivolta dopo il progetto di posa dei massi frangiflutti che hanno l’effetto di separare totalmente gli abitanti dal mare. È già un caso politico: il M5S interesserà l’on. Zafarana, in campo anche il parlamentare regionale Germanà

A Giampilieri costruita “la grande muraglia”

La brezza leggera al calar del sole dà sollievo a un gruppo di pescatori locali: è l’unico segno dell’immutabilità del tempo, ma negli occhi dei villeggianti, abituali e non, si legge il grande rammarico. Qualcuno prova a raccontare quello che un tempo rappresentava questo piccolo paese della zona sud: un lembo di terra paradisiaco, dove chi ci è nato e cresciuto ha piantato le proprie radici e investito per permettere a figli e nipoti di non interrompere quel legame speciale.

È anche per questo che si diffonde la protesta contro lavori in corso che vengono definiti di “rifiorimento delle scogliere” ma che avrebbero l’effetto se completati, di separare letteralmente gli abitanti dal mare, creando un effetto dirompente. Abbandonati sulla sabbia, enormi massi squadrati e contrassegnati ciascuno con un numero progressivo G 52, G 53, G 54… non consentono più l’accesso a mare.

«Il Comune – spiega l’ing. Emilio Passaniti, residente a Giampilieri –, ha appaltato dei lavori di rifiorimento delle scogliere esistenti e l’intervento si estende per tutta la costa che va da Giampilieri Marina a Briga. Questi interventi, è vero, sono stati richiesti con forza da un comitato che si chiama “Salviamo Giampilieri”, anche perché qui quando c’è mare forte le onde superano anche i cinque metri e hanno creato molti danni alle case. Del progetto però, abbiamo preso visione tardi, in extremis (è stato appaltato il 29 maggio), e prevede che si rifaccia la scogliera a mare, a partire dal Torrente Lumbri fino ad un tratto di trenta metri. Ma con una decisione inaspettata hanno disposto che vengano ricostituite vecchie scogliere preesistenti: però non si tratta di quelle che si vedono, perché sotto questi massi ve ne sono altri giganteschi che scendono per un altro strato in una fossa profonda altri tre metri, e qui non ci sarebbero grandi problemi per le abitazioni. Quindi l’intervento sarebbe urgente e necessario, ma non si sta realizzando come è scritto nelle carte ovvero a “zero impatto ambientale”, mantenendo cioè il profilo originario della spiaggia. Ci dicono che l’intervento abbia avuto l’approvazione di tutti gli enti: l’assessorato all’Ambiente, la Soprintendenza, sebbene i blocchi di cemento siano proibiti nelle spiagge, a norma del decreto legislativo “Urbani” del 2004».

Al momento quindi, anche se la stagione estiva è già iniziata, la spiaggia si è trasformata in un cantiere aperto, gli operai lavorano senza sosta, anche nelle ore di punta e i malumori non si placano, anche perché nel frattempo il cemento si sta mischiando alla sabbia: «Noi abbiamo suggerito – aggiunge l’ing. Passaniti –, di scavare due metri e interrare questi blocchi di cemento, disponendoli in linea retta, in modo tale da non creare questo obbrobrio ambientale».

Lo sbigottimento si diffonde anche fra chi abita nei paesi vicini e viene da anni qui per pescare: «Ogni anno è sempre peggio – commenta Carmelo Parisi –, purtroppo stanno lasciando in abbandono questo posto un po’ alla volta, senza nessun rispetto per gli abitanti. Siamo veramente delusi perché i lavori vanno fatti, ma sicuramente non così e non in estate».

Concetti che riecheggiano nelle parole di Antonio Pizzari: «Sono anni che raccolgono soldi e oggi all’improvviso se ne sono “usciti” con questa trovata. Bisognava fare una bella barriera, come tutti i paesi civili, in acqua nel tratto di mare antistante la costa, così grazie all’effetto del moto ondoso la spiaggia si allunga. Tra un poco non avremo più nemmeno lo spazio per appoggiare un asciugamano».

Intanto i Cinque Stelle vogliono vederci chiaro: «Stiamo preparando una richiesta, – dichiara Antonio De Luca, attivista del meetup Grilli dello Stretto –, tramite la deputata Valentina Zafarana, per accedere agli atti e per acquisire il parere degli enti coinvolti. Poi bisogna visionare l’iter progettuale per verificare se è stato acquisito tutto correttamente e se sono rispettate le esigenze del territorio, perché a prima vista non sembra. Del resto Messina ha fame, non di scogli, ma di cose fatte bene nel modo giusto».

Anche il parlamentare regionale di Area Popolare, l’on. Nino Germanà, è intervenuto sulla questione: «Mi sono prontamente attivato, a seguito di segnalazioni ricevute da residenti di zona, per comprendere se e quali siano le circostanze che hanno indotto al posizionamento di massi di contenimento. Diventa necessario tutelare in primis la sicurezza e la fruibilità della spiaggia. Pertanto attendo l’esito del sopralluogo di domattina (oggi per chi legge, n.d.c.) e, nel contempo, monitorerò la situazione intervenendo per quanto di mia competenza per visionare gli atti».

Commenti all'articolo

  • paolo

    30 Giugno 2017 - 12:12

    Cosa sarebbe il "decreto legislativo urbani del 2004"? E' un refuso?

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