Patti

Le rapine e il “selfie” con i soldi

Il capo si vantava delle sue qualità e non a caso si scattava foto mentre ostentava un notevole quantitativo di banconote di grosso taglio, frutto di una delle tante incursioni. Comunicavano fra loro utilizzando un gergo militare

Le rapine e il “selfie” con i soldi

L’indagine condotta dagli agenti del commissariato di Patti è scattata dopo la violenta rapina ai danni dei coniugi anziani di Ucria, sorpresi in piena notte nel sonno, nell’ottobre 2016, nella loro abitazione dai malviventi che, incappucciati e armati di coltello e mannaia, li hanno derubati, tenendoli sotto sequestro, mentre veniva razziata una seconda abitazione a Capo D’Orlando.

A gennaio i poliziotti erano riusciti a bloccare i pericolosi criminali, accusati pure di altri furti in abitazione, messi a segno a Termini Imerese e a Sant’Agata Militello. Da allora è stato possibile individuare i complici di altri colpi.

L’attività investigativa sviluppata attraverso le intercettazioni telefoniche e l’esame dei tabulati telefonici e dei cellulari (foto, messaggi vocali e conversazioni whatsapp), ha permesso di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere.

Una organizzazione con modalità operative che prevedono lo scambio di informazioni su luoghi e abitazioni da colpire, sopralluoghi e ripartizione di ruoli.

È Terrana a svolgere una funzione di minuziosa pianificazione e preparazione dei colpi da eseguire, sia tenendo i contatti con i basisti Incardona e Galati Rando dai quali acquisisce le informazioni necessarie all’individuazione degli obiettivi e alla esecuzione dei raid, sia procedendo ad accurati sopralluoghi preventivi sui luoghi prescelti, studiandone i relativi percorsi.

La banda disponeva di un gergo: il “campionato di calcetto” indicava le azioni criminali che nella loro fase operativa erano definite “operazioni” mutuando la terminologia dal gergo militare.

Il capo si vanta delle sue qualità e non a caso si scatta foto mentre ostenta un notevole quantitativo di banconote di grosso taglio, frutto di una delle tante incursioni.

Antonino La Bua, Francesco Lamia e Giuseppe Augetto sono collaboratori stretti di Terrana, quasi sempre presenti fisicamente nell’esecuzione dei colpi; mettono a disposizione i propri veicoli per gli spostamenti, per i sopralluoghi e per l’esecuzione dei delitti.

Molteplici le scorribande, come quella di Termini Imerese nella sera del 10 dicembre: armati di pistole e con passamontagna, hanno fatto irruzione in un’abitazione e preso a schiaffi tre donne anziane, scaraventate per terra.

Sette sono gli esponenti della banda ad essere stati raggiunti da misura cautelare in carcere: Gianluca Terrana, 31 anni, di Termini Imerese (ritenuto il capo della gang); Angelo Incardona, 41 anni, di Campofelice di Roccella, Giuseppe Augetto, 30 anni, di Termini Imerese; Francesco Lamia, 29 anni, di Termini Imerese; Antonino La Bua, 28 anni, di Termini Imerese; Robert Costantin Aioani, 22 anni, romeno; Iulian Georgian Hatos, 23 anni, romeno. Agli arresti domiciliari Franco Galati Rando, 48 anni, di Tortorici.

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