Messina

Salvini sbarca a Messina. E il clima politico si fa rovente

La giunta Accorinti: il leader della Lega è razzista. E l’assessore Alagna vorrebbe negargli l’autorizzazione a utilizzare il Palacultura

Salvini sbarca a Messina. E il clima politico si fa rovente

Uniti dal No all’Hotpost di Bisconte, divisi su tutto. Anche sul diritto-dovere di essere accoglienti o meno nei confronti di chi sbandiera idee opposte alle proprie. La visita di oggi di Matteo Salvini a Messina è esplosa in un incandescente caso politico e, d’altra parte, dopo gli scontri e le barricate di Napoli, lo scenario sembra ripetersi in tutte, o quasi, le città del Sud toccate dal leader della Lega. Salvini oggi sarà a Bisconte, effettuerà un sopralluogo alla caserma Gasparro dove dovrebbe sorgere l’Hotspot per migranti individuato dal Governo. Poi, alle 13, sarà al Palacultura per una conferenza stampa.

Ed è proprio il luogo prescelto per l’incontro con i giornalisti che si è trasformato nel primo “caso” della giornata. L’assessore alla Cultura Federico Alagna ha preso carta e penna e ha scritto al proprio dirigente, Salvatore De Francesco, chiedendogli conto e ragione dell’autorizzazione data, alla luce dell’articolo 1 del disciplinare d’uso del PalAntonello che stabilisce: «Gli spazi di pubblico spettacolo del Palacultura sono a disposizione di tutti gli enti, associazioni, organizzazioni e gruppi interessati alla realizzazione di manifestazioni volte alla promozione della cultura e iniziative di carattere sociale, sportivo, didattico e anche privato». Le manifestazioni di partiti politici sono consentite «solo in occasione di consultazione elettorale» e in ogni caso Alagna chiede al dirigente di valutare «se i contenuti della manifestazione in oggetto siano compatibili con i valori e i principi espressi dalla Costituzione e dallo Statuto del Comune. È una presa di distanza, quella dell’assessore che viene dal movimento Cambiamo Messina dal basso, rispetto al proprio dirigente, ma di fatto non è un divieto. E, dunque, Salvini dovrebbe tenere la conferenza stampa al PalAntonello, anche se fuori dall’edificio di viale Boccetta si prevede il concentramento di gruppi, associazioni e movimenti che, con un tam tam sui social, si sono dati appuntamento per contestare la presenza di un leader politico considerato razzista, xenofobo e antimeridionalista.

E a scandire il proprio “No al razzismo” è lo stesso sindaco di Messina Renato Accorinti assieme a tutta la Giunta: «La visita dell’onorevole Matteo Salvini a Messina per contrastare l’individuazione di un Hotspot nella nostra città, ci appare una mera occasione di propaganda elettorale in un territorio che non può dimenticare la ben nota tradizione antimeridionalista del partito che rappresenta; il Sud e la questione migranti accomunati nel sistema di pensiero di Matteo Salvini e del suo movimento politico nell’approccio razzista, discriminatorio e antieuropeista al quale ci ha tristemente e provocatoriamente abituati. Riteniamo opportuno ribadire, in questo coro di no all’Hotspot, la posizione dell’Amministrazione Accorinti che – ben lontana dal no all’Hotspot del movimento leghista – è impegnata in tutta la “filiera” dell’accoglienza: dagli sbarchi, sul molo con il servizio sociale professionale; alla prima e seconda accoglienza dei minori non accompagnati con i centri convenzionati; al sistema inclusivo di protezione richiedenti asili e rifugiati (Sprar) con 21 posti ordinari e 71 per vulnerabili; all’accoglienza diffusa con la promozione dell’affido familiare e della fitta rete territoriale costituita dall’istituzione scolastica e sanitaria e dalla società civile tutta. Come più volte precisato, il nostro No all’HotSpot si rivolge al modello di accoglienza che lo sottende. Un modello fatto di grandi numeri di cui conosciamo solo aspetti negativi e degenerativi, lesivi delle libertà individuali e del diritto di essere dignitosamente accolti. Il sistema degli Hotspot, oltre che non funzionare per gli obiettivi di ricollocamento per cui è stato concepito, causa violazioni ai diritti dei migranti. L’accoglienza diffusa ci appare essere l’unica e migliore alternativa ad approcci emergenzialisti, non incisivi». Ed è per questo che l’amministrazione ha organizzato per oggi, alle 18, alla Galleria Vittorio Emanuele, una sorta di “festa dell’Accoglienza” contro «ogni forma di odio e di razzismo».

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