Messina

Cas, quelle somme urgenze “sospette”

L’indagine Tekno che a Messina ha “travolto” ancora il Consorzio autostrade. Al vaglio gli affidamenti decisi negli anni passati. Forse mercoledì gli interrogatori dei dirigenti sospesi

Ossigeno per le autostrade

Somme urgenze non tutte proprio “urgenti” per circa 15 milioni di euro distribuite a pioggia negli anni passati. Spesso decise da un geometra “plenipotenziario”, Carmelo Cigno, arrivato al Cas da Palermo in mobilità, che adesso deve restituire secondo la Procura e la Dia, per l’esattezza, la somma di 111.512,69 euro, uno degli importi più alti. Incentivi che non avrebbe dovuto percepire, secondo l’accusa.

Scavando nel pozzo senza fondo del Consorzio autostrade siciliane in questi anni, l’inchiesta Tekno non ha portato probabilmente tutto ancora alla luce sui rapporti interni ed esterni all’ente che si sono dipanati quando si passava da un commissariamento all’altro, prima dell’attuale era Faraci-Crocetta.

Tra quelle somme urgenze passate al setaccio in precedenza dalla Dia sin dal 2012, ci sono per esempio sforamenti oltre i 200mila euro piuttosto costanti, oppure lavori per la realizzazione di “semplici” rotatorie all’uscita degli svincoli che magari proprio urgenti non erano. Oppure, e questo è un caso simbolo, campagne per combattere il punteruolo rosso nelle palme disseminate soprattutto lungo la Messina-Palermo.

Quando alcuni dei dipendenti che facevano parte del “giro” di beneficiati vennero sentiti dagli investigatori della Dia, cominciarono a sudare freddo messi di fronte ad una serie sistematica di stranezze perlomeno imbarazzanti, per non dire letteralmente “fuorilegge”.

C’è poi quella conversazione-simbolo intercettata nell’ormai lontano 2013, agli atti della “Tekno”, che all’epoca ha consentito un salto di qualità notevole agli investigatori. Un colloquio tra l’allora commissario Nino Gazzara, chiamato dal dipendente Nicola Lania, che non fece altro che lamentarsi, per tutto il tempo, proprio della spartizione degli incentivi progettuali, assegnati anche a chi - a suo avviso -, non aveva i “titoli” per beneficiarne, ed era stato solo “segnalato” da alcuni dirigenti del Cas.

Adesso, per questa nuova tranche della “Tekno”, che vede sei dirigenti sospesi per sei mesi, si dovrebbe aprire la pagina degli interrogatori dopo la misura interdittiva. A quanto pare il gip Leanza ha deciso di sentirli subito dopo Pasqua, forse già mercoledì.

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