Catania

Caso Sparacio, in appello tutto prescritto

Nuova sentenza della Corte d’appello di Catania sulla vicenda della gestione del pentito messinese. Esclusa anche l’aggravante mafiosa per l’ex magistrato della Pna Giovanni Lembo

Caso Sparacio, in appello tutto prescritto

Tutto spazzato via dalla prescrizione. Per una vicenda giudiziaria degli anni ’90 piena zeppa di veleni e intrecci, che dopo le denunce dell’avvocato Ugo Colonna sulla gestione dei pentiti a Messina interessò, all’epoca, tutta Italia.

Ovvero la gestione definita “allegra” del pentito messinese Luigi Sparacio, le sue coperture e i suoi rapporti con i boss Michelangelo Alfano e Santo Sfameni. In pratica i tre soggetti che per lungo tempo, negli anni ’90, costituirono il “governo mafioso” di Messina e della sua provincia.

E dopo tutto questo tempo, c’è ancora da registrare una sentenza. In questo caso si tratta del recente pronunciamento della seconda sezione penale della Corte d’appello di Catania, che con un provvedimento molto complesso ha forse posto la parola fine - ma non è così scontato, si può tornare ancora in Cassazione -, su una interminabile vicenda.

I giudici d’appello hanno deciso su un rinvio della Cassazione che risaliva al 2014, sulle posizioni processuali degli ex magistrati messinesi Giovanni Lembo e Marcello Mondello e sull’allora maresciallo dei carabinieri Antonio Princi. E bisogna specificare che, visto l’annullamento disposto dalla Cassazione nel 2014, la sentenza di riferimento era quella del primo grado di giudizio, decisa a Catania il 10 gennaio del 2008.

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