Riciclaggio e turbativa d’asta, 4 indagati eccellenti a Messina

Un’inchiesta della Procura su liquidazioni di società e impiego di capitali illeciti. Coinvolti anche l’avvocato Lo Castro e il commercialista Panarello

Riciclaggio e turbativa d’asta,  4 indagati eccellenti a Messina

È un’inchiesta che per alcuni mesi è rimasta sotto traccia, ma una serie di perquisizioni ancora in atto da parte del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, in vari studi professionali cittadini, l’hanno resa troppo “visibile” per passare del tutto inosservata. E forse si tratta di una costola investigativa molto più recente, che sarebbe nata da un’inchiesta già in fase avanzata, ovvero quella denominata “Matassa” sulle commistioni tra mafia e politica a Messina e sulla nuova geografia mafiosa dei clan cittadini.

Ma potrebbe esserci anche un rimando alla recente inchiesta gestita dalla Procura di Reggio Calabria su alcune attività della Sezione fallimentare del Tribunale di Messina.

Gli indagati, alcuni eccellenti, sono quattro, ovvero due avvocati, un commercialista e un mediatore, e il fascicolo è sul tavolo del sostituto procuratore di Messina Francesco Massara. Si tratta degli avvocati Andrea Lo Castro e Francesco Bagnato, del commercialista Benedetto Panarello, e di Orazio Oteri.

Lo spettro delle ipotesi d’accusa in questa fase è parecchio ampio, ma filtrano pochi particolari. Le clamorose perquisizioni effettuate sia in studi professionali che abitazioni private hanno avuto al centro l’acquisizione di una gran mole di atti e documenti. Tra le carte acquisite la Finanza vuole trovare le prove di alcune attività illecite ipotizzate: nomina di prestanome per società in fase di liquidazione, attività simulata su beni per rendere inefficaci le procedure di riscossione per debiti contratti con l’erario, o ancora alcuni “giri” poco chiari in turbative d’asta, e ancora su presunta attività di riciclaggio di capitali provenienti da organizzazioni criminali. Le contestazioni di reato infatti prevedono tra l’atro l’associazione a delinquere, e viene contestata in questa fase anche l’aggravante di aver agevolato l’associazione mafiosa.

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