Palermo

Miccichè “corteggia” Lombardo
E D’Alia esalta l’alleanza col Pd

Le grandi manovre politiche nell’Isola. Dopo Genovese e Cuffaro, nel centrodestra si guarda all’ex governatore

Miccichè “corteggia” Lombardo E D’Alia esalta l’alleanza col Pd

Continua la marcia di Gianfranco Miccichè all’interno del centrodestra siciliano per rimetterne insieme i cocci e rifarne una forza alternativa alla coalizione dominante, composta da Pd, Udc e derivati vari all’ombra del governo Crocetta. Acquisito il consenso di Francantonio Genovese e di Totò Cuffaro, ha rivolto ora la propria attenzione all’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e ai suoi autonomisti. Nel rilevare, infatti, d’e sser stato poco aiutato in questa sua opera di ricostruzione del centrodestra dagli “storici” rappresentanti di Forza Italia che gli stavano attorno al tempo del 61 a zero, si è appellato a Raffaele Lombardo, ricordando di averlo incontrato da poco, augurandogli «di uscire presto da questa follia giudiziaria in cui è coinvolto. Sono sicuro – ha aggiunto – che appena se ne tirerà fuori mi chiamerà e io sarò con le braccia molto più che aperte ad accoglierlo». In proposito, peraltro, non va dimenticato che Raffaele Lombardo, prima di dar vita all’Mpa e procedere alla conquista di Palazzo d’Orleans, non solo faceva parte dell’Udc, ma vi ricopriva la carica di segretario regionale. Inoltre, grazie alla sua capacità organizzativa, il medico personale di Silvio Berlusconi, il forzista Umberto Scapagnini, poté battere alle amministrative del 2005, lo sfidante Enzo Bianco che non solo aveva ricoperto in passato la carica di sindaco di Catania lasciando di se un buon ricordo, ma aveva fino a poco prima ricoperto la carica di ministro dell’Interno. Anche per Miccichè, infatti, l’obiettivo primario sembra quello di ricondurre nel centrodestra il più possibile fra quanti aderiscono all’Udc e sono schierati con il presidente nazionale Gianpiero D’Alia che, proprio ieri, confermando la sua scelta per il centrosinistra, in netto contrasto con la linea di centrodestra perseguita dal segretario nazionale Lorenzo Cesa, ha dichiarato: «Dal referendum del 4 dicembre comincia il cammino dei popolari e dei riformisti. La mobilitazione per il sì cementerà ulteriormente l’alleanza strategica dei moderati con il Partito democratico. Il primo banco di prova sarà la Sicilia dove saremo uniti per impedire il ritorno dei protagonisti di una stagione politica opaca che ha fatto enormi danni alla nostra terra». «In Sicilia – ha ribattuto Gianfranco Miccichè – s t i amo lavorando in maniera fantasticamente unita. Anche qui – ha precisato – s c eglieremo il candidato che ci darà maggiori garanzie per vincere. In Sicilia guardiamo con attenzione all’Udc che vuole uscire dal Governo Crocetta». E, dopo aver ammesso che anche lui, in passato, ha compiuto degli errori, («Ho sbagliato a candidarmi presidente, una scelta che ho pagato personalmente»), in polemica col presidente nazionale dell’Udc ha rilevato: «Io sono convinto che D’Alia ha sbagliato tutto: aveva una grande occasione, l’ha mancata. Ha avuto un’intuizione di cui i siciliani avrebbero volentieri fatto a meno». A giudizio di Miccichè, comunque, «a livello nazionale si profila la rinascita di un centrodestra targata Parisi. Il nuovo leader – ha avvertito – sarà anche in Sicilia nei prossimi giorni. Parisi – ha aggiunto – fa un po’ di paura a qualcuno di Forza Italia. Io ho detto loro: voi avete paura di Parisi, io ho paura di Sala all’11%, volete essere comandanti di una nave che affonda, io preferisco essere il mozzo di una nave da guerra. Parisi non è il sostituto di Berlusconi, ma la persona che possa creare qualcosa di cui noi possiamo fare parte. Parisi – ha concluso – mi sembra meglio di Verdini, per essere chiaro».

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