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Palermo-Catania a pagamento?
Crocetta tira il freno a mano

Infrastrutture: il presidente gela l’esuberanza dell’assessore Pistorio

Palermo-Catania a pagamento?  Crocetta tira il freno a mano

Dopo l’inaugurazione da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi del viadotto mai crollato, mentre per quello travolto dalla frana dell’ottobre dell’anno scorso è appena stata data via libera per i lavori di riassestamento, si pensa ora di realizzare i caselli sugli svincoli dell’intera tratta Palermo-Catania per il pagamento del pedaggio da parte degli automobilisti che la percorrono. L’idea non è nuova. I primi a provarci, gridando allo scandalo perché in Sicilia ci sarebbero state autostrade libere dai pedaggi, erano stati una ventina d’anni or sono Umberto Bossi ed altri parlamentari della Lega Nord. Le proteste erano, però, rientrate quando avevano appreso che quella che tutti conoscono come l’autostrada Palermo-Catania, in realtà, per l’Unione Europea, è la superstrada E 932 «una strada di classe B, il cui percorso si trova completamente in territorio italiano. Collega la strada europea E90 (comprendente la tratta Messina-Palermo, ndr) dalla frazione di Buonfornello sulla costa tirrenica siciliana con la strada europea E45 (comprendente la tratta Messina-Gela, ancora in buona parte da realizzare) a Catania».

Ora la giunta di governo si è accorta, in seguito ad una relazione dell’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pistorio, che il Cas, il Consorzio autostrade siciliane, «non ha più i mezzi per portare a compimento la sua mission» e «da Roma già un paio di volte è arrivata la minaccia di revocare le concessioni». Come se non bastasse, è «un’anomalia nel panorama nazionale della gestione autostradale», per cui «è ipotizzabile l’istituzione di pedaggio dopo la realizzazione da parte dell'Anas del piano straordinario di ammodernamento della Palermo-Catania, recentemente finanziato con 800 milioni di euro».

Per Pistorio «il pedaggio sarà socialmente sostenibile e non servirà a fare profitto ma a coprire costi di gestione e manutenzione. E comunque arriverà insieme a un piano di investimenti che fino al 2019 farà piovere in Sicilia 800 milioni per ammodernare la rete». E si pensa, pertanto, alla realizzazione, entro un anno, di caselli per l’esazione dei pedaggi, oltre che sulla Palermo-Catania, sulla Palermo-Mazara, sulla Trapani-Palermo e sulla Catania-Siracusa.

Nessun allarme, ha tenuto a precisare il presidente della Regione Rosario Crocetta: «si potrà parlare di pagamento di nuove tariffe, quando si completerà la rete autostradale siciliana, notoriamente incompiuta».

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