Palermo

Camion carichi di spazzatura sotto Palazzo dei Normanni

Clamorosa protesta organizzata per questa mattina contro l’emergenza rifiuti. «Chissà che la puzza non riesca dove hanno fallito gli appelli dei sindaci»

Camion carichi di spazzatura sotto Palazzo dei Normanni

«Chissà che la puzza dei rifiuti che arriverà nelle dorate stanze di palazzo d’Orleans non riesca dove hanno fallito gli accorati appelli dei sindaci e le vibranti proteste dei cittadini», hanno commentato i deputati del Movimento Cinquestelle nell’annunciare che questa mattina alcuni compattatori carichi di rifiuti, provenienti da diversi comuni della Sicilia, non solo quelli retti da sindaci Cinquestelle, saranno posteggiati sotto le finestre di Palazzo dei Normanni, in segno di protesta per una «emergenza rifiuti prevedibilissima ed evitabilissima, se solo ci si fosse mossi per tempo». Intendono, in questo modo, «far toccare con mano al presidente della Regione un’emergenza di cui evidentemente non riesce a cogliere la portata».

A giudizio degli organizzatori della protesta, «siamo ad un passo dell’emergenza sanitaria e Crocetta e il suo staff, giorno dopo giorno, danno prova di incapacità e di immobilismo».

Ne è più che convinto anche il presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, secondo cui, «i cittadini e le amministrazioni comunali sono le vittime di un sistema che, ormai da decenni, vede i rifiuti in Sicilia al centro di interessi privati e speculativi. Un sistema che – ha proseguito il sindaco di Palermo – con l’assessore Vania Contraffatto, sia per i rifiuti, sia per l’acqua, tanto nella sua veste di assessore, quanto in quella di commissario, perpetua e aggrava uno stato confusionale che alimenta disservizi e sprechi in danno dei comuni e dei servizi pubblici per i cittadini». Il presidente dell'Anci Sicilia e sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, interviene così nel dibattito sull’emergenza rifiuti che ha colpito numerosi comuni siciliani. 

«Non consentiremo – ha avvertito Orlando – che posizioni e attacchi dell’assessore e del governo regionale mutino l’attuale irrinunciabile gestione pubblica. Se il presidente Crocetta vuole, sia pure tardivamente, entrare in una ottica quanto mai urgente e necessaria di collaborazione e sinergia fra le Istituzioni, per risolvere l’emergenza in tutta la Sicilia, accetti il tavolo congiunto con i comuni e con il governo nazionale, tavolo da tempo richiesto da Anci Sicilia, e smetta di tenere la Sicilia sotto scacco di “patti” tanto inconcludenti quanto mortificanti della autonomia speciale di Regione ed enti locali». 

A chiamare in causa l’assessore all’Energia Vania Contrafatto c’è anche il vice presidente della commissione Ambiente dell’Ars Pietro Alongi, per il quale l’emergenza in atto «è il frutto di una inadeguata e approssimata azione politica», tanto grave «che può diventare catastrofe e che sta portando al collasso intere comunità». E ha invitato l’assessore Contrafatto «a smetterla di scaricare le proprie responsabilità sui sindaci, che ad oggi non hanno trovato adeguata interlocuzione». «Da mesi  - ha ricordato Alongi – l’assessore ha annunciato la presentazione di un testo di legge che chiarisca come la Regione siciliana  intende affrontare un tema così importante e delicato come la gestione dei rifiuti e con quale piano industriale, testo che sembra la tela di Penelope. Auspichiamo – ha concluso il vice presidente della commissione Ambiente – che nelle prossime 48 ore l’assessore trovi adeguate soluzioni, diversamente la strada maestra non può che essere quella delle dimissioni.  Se ciò non dovesse verificarsi non ci rimane che presentare, già domani,  una mozione di censura che contenga la chiara e precisa richiesta al presidente Crocetta della rimozione dell'assessore Contrafatto». «Non possiamo che rimanere stupiti – ha subito replicato la capogruppo del Pd Alice Anselmo – di fronte agli attacchi di quei partiti che per anni hanno mal governato la Sicilia. L’attuale emergenza è il frutto di decenni di scelte sbagliate, compiute proprio da quelle forze politiche che oggi puntano il dito, come se venissero dalla luna».

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