Messina

Treni senza passeggeri sulla nave
Il Comune tenta la mediazione

La contestata decisione della Capitaneria di porto di Messina. Stamani vertice con i dirigenti delle Ferrovie dello Stato sulle condizioni di sicurezza dei traghetti nello Stretto

Treni senza passeggeri sulla nave  Il Comune tenta la mediazione

Tiene ancora banco il divieto di rimanere nelle carrozze ferroviarie durante la navigazione nello Stretto di Messina.

La disposizione della Capitaneria di porto e adottata da Rfi che obbliga i passeggeri ad accomodarsi sul ponte dei traghetti del Gruppo Ferrovie dello Stato, è ancora in vigore, anche se in seguito all’incontro di stamani, di cui si è fatto promotore Palazzo Zanca, potrebbe essere ufficializzato il dietrofront. Di fronte al vespaio di polemiche suscitate dalla decisione, si è cercato di mettere una pezza escludendo dal provvedimento soltanto la più moderna delle imbarcazioni in servizio tra la sponda sicula e quella calabra, ossia la nave “Messina”. Come spiegato dal sindacalista dell’Orsa Michele Barresi, tale “contentino” è stato concesso dopo una recente ispezione sempre da parte della Capitaneria di porto, che non ha ravvisato particolari problemi. «Al momento i dieci treni in transito dalla città dello Stretto vengono fatti imbarcare sul “Messina” per ovviare al problema – afferma Barresi –. Ma basta un ritardo o un intoppo perché sia necessario utilizzare i traghetti “Villa”, “Logudoro” o “Scilla”». Proprio un controllo di routine in quest’ultima unità in forza a Rfi ha indotto i vertici della Capitaneria di porto a emanare la tanto contestata ordinanza. Un successivo tavolo tecnico, concluso con l’autorizzazione a un solo traghetto, ha reso meno rovente lo scontro.

Sul piede di guerra restano comunque i viaggiatori, soprattutto quanti, in piena notte, sono costretti ad abbandonare i vagoni. I maggiori disagi li affrontano i disabili, per i quali non è previsto alcun servizio di assistenza a bordo. Ecco perché sullo spinoso tema sono intervenuti pesantemente l’assessore comunale Sebastiano Pino (profondo conoscitore della questione ed esperto del settore in quanto ex comandante) e il fronte sindacale messinese. Il rappresentante della Giunta Accorinti ha definito incomprensibile che «un servizio di traghettamento di treni passeggeri che va avanti da 114 anni e 11 mesi, venga oggi rimesso in discussione senza che sia intervenuta una nuova normativa in materia di sicurezza della navigazione». Un nuovo capitolo dell’incredibile storia potrebbe essere scritto oggi, al termine del confronto tra Capitaneria di porto, Rfi e Comune di Messina.

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