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Operazione Maqueda,
i nomi dei fermati

Racket del pizzo nel rione Ballarò, scatta rivolta immigrati

Accoltella 24enne,  arrestato dalla polizia

La Polizia di Stato ha eseguito 10 provvedimenti di fermo disposti dalla Dda della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo nei confronti dei presunti esponenti di un'organizzazione che avrebbe tenuto sotto controllo il quartiere Ballarò, vessando commercianti immigrati con richieste di pizzo. Gli indagati sono accusati di decine di reati, aggravati dal metodo mafioso e dalla discriminazione razziale, vicini alle famiglie mafiose di "Palermo Centro". I reati contestati sono tentato omicidio, estorsione, incendio, rapina, violenza privata e lesioni personali tutti perpetrati ai danni di extracomunitari prevalentemente del Bangladesh. Le indagini della Squadra Mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti, hanno subito un decisivo impulso dopo l'arresto di Emanuele Rubino, 28 anni, accusato del tentato omicidio di Yusupha Susso, 22 anni, giovane gambiano ferito il 4 aprile scorso con un colpo d'arma da fuoco alla testa dopo avere reagito all'ennesimo atto di gratuita sopraffazione. La vicenda ha provocato la ribellione della comunità di immigrati che vivono nel centro storico, molti dei quali hanno denunciato le vessazioni subite dagli uomini del racket. All'operazione, tra i vicoli del rione Ballarò, hanno partecipato oltre 100 agenti.

Ecco i fermati questa notte nel corso dell'operazione Maqueda della Squadra Mobile di Palermo sono: Alessandro Cutrona, Vincenzo Centineo, Giuseppe Rubino, Giacomo Rubino, Emanuele Campo, Giovanni Castronovo, Alfredo Caruso, Carlo Fortuna, Bruno Siragusa. (ANSA)

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