l'attentato nel messinese

Il presidente Antoci
"Io vado avanti"

"Voglio continuare ad andare avanti non mi fermeranno". Così il presidente del parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci dopo l'attentato della notte scorsa. Crocetta " Avevano bombe molotov"

Antoci: Brutta esperienza ma vado avanti

"E' stata un'esperienza bruttissima e un momento molto delicato per tutti, sia per me che per i ragazzi della scorta che ringrazio così come tutta la polizia e il questore che si sono messi subito a disposizione. Se non fosse stato per loro sarei morto". A parlare è Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, dopo essere stato interrogato dai magistrati che gli chiedevano i particolare dell'attentato avvenuto la scorsa notte nei suoi confronti.

Il presidente del Parco dei Nebrodi ricostruisce poi i momenti drammatici dell'agguato, avvenuto sulla strada tra Cesarò e San Fratello: "Ho visto quelle pietre a terra che hanno frenato la nostra auto poi è scoppiato il caos". Antoci ribadisce infine che intende "continuare ad andare avanti". "Non mi fermeranno - sottolinea - la mafia non è la più forte, penso di sapere a chi ho dato fastidio ma proseguirò non ho timore. Insieme alle forze dell'ordine e alla magistratura penso che ce la possiamo fare, e possiamo cambiare le cose tutti insieme se ognuno si prende una fetta di responsabilità". "Questa non è la terra della mafia - conclude - ma di noi siciliani che dobbiamo lottare per un futuro diverso e per lo sviluppo di questo bellissimo territorio".

"Questa esperienza traumatica mi ha dato la conferma che quello che abbiamo toccato sono interessi enormi. Cosa nostra si finanziava con i fondi europei, dopo che li abbiamo messi in difficoltà ha reagito". Lo ha detto il presidente del Parco di Nebrodi Giuseppe Antoci dopo essere stato interrogato oggi pomeriggio in seguito all'agguato della notte scorsa avvenuto tra Cesarò e San Fratello. "Siamo certi - ha aggiunto - che questo attentato viene dalle persone alle quali abbiamo fatto perdere un affare milionario

"Abbiamo fatto un protocollo di legalità con la prefettura di Messina - ha spiegato Antoci - che ha disarcionato interessi mafiosi per diversi milioni di euro. Le ultime sentenze del Tar ci hanno poi dato ragione e questo ha dato loro fastidio". Antoci ha poi ribadito di essere determinato ad andare avanti: "Io non mi sento solo già tra qualche giorno riprenderò il mio lavoro, lo Stato mi è stato vicino, ma lo Stato siamo noi tutti: dalla magistratura, alle forze dell'ordine, ai cittadini. Dobbiamo cambiarla tutti insieme questa terra. Non sto facendo niente di speciale. Sto facendo solo il mio dovere".

CROCETTA: Per il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, la banda armata che ha sparato contro la blindata del presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, aveva bombe molotov che sarebbero state ritrovate dagli inquirenti nel luogo dell'agguato. "E' chiaro che l'attentato è stato preparato nei dettagli - sostiene il governatore - La banda, dopo aver sparato, non ha avuto il tempo di lanciare le molotov per la reazione dei poliziotti che hanno risposto al fuoco".

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