l'attentato nel messinese

Volevano far scendere
Antoci e sparargli

L'obiettivo degli attentatori sembra fosse quello di far scendere dall'auto Antoci e poi sparare contro la vittima

Volevano far scendere Antoci e sparargli

Chi ha organizzato l'agguato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci ha chiuso la strada provinciale con alcuni massi prima che sopraggiungesse la Lancia Thema blindata. L'obiettivo degli attentatori sembra fosse quello di far scendere dall'auto Antoci e poi sparare contro la vittima. Lo dicono gli investigatori che indagano. Gli uomini del commando sarebbero stati quattro e uno potrebbe essere rimasto ferito di striscio nel conflitto a fuoco con la polizia. E' stato l'agente della scorta di Antoci a salvarlo poichè quando ha visto i massi sulla carreggiata e un'auto messa di traverso ha capito che qualcosa non andava e si è preparato rispondendo al fuoco.

Antoci proveniva da Cesarò dove aveva partecipato a un'iniziativa del sindaco Salvatore Calì che doveva presentare il progetto di rivalutazione di un vecchio albergo che si trova nel parco. All'iniziativa avevano partecipato anche il questore di Messina Giuseppe Cocchiara e il commissario Daniele Manganaro. Dopo la cena Antoci è salito sull'auto blindata diretto verso casa a Santo Stefano di Camastra e casualmente il vicequestore Manganaro lo seguiva con la propria auto: per questo è stato coinvolto nella sparatoria. Dopo la nomina nell'ottobre 2013 a presidente del parco, nel dicembre 2014, sono state due le intimidazioni note ad Antoci: nel dicembre 2014 una lettera con scritto ''finirai scannato tu e Crocetta''; nel dicembre 2015 nel centro di smistamento postale di Palermo furono trovate due buste con proiettili: una indirizzata ad Antoci l'altra al dirigente del commissariato di Sant'Agata di Militello Daniele Manganaro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi