Eolie

L’EA7 Stromboli calcio
torna a casa in gommone

La squadra sponsorizzata da Giorgio Armani costretta ad affrontare enormi difficoltà

L’EA7 Stromboli calcio  torna a casa in gommone

La formazione dell’EA7 Stromboli – che può contare su uno sponsor d’eccezione come il grande stilista italiano Giorgio Armani, innamorato dell’isola eoliana e disposto a dare una mano alla locale squadra di calcio – non solo esce sconfitta sul campo del Limina, e questo è un aspetto sportivo che nella fattispecie assume il valore di un dettaglio, ma deve affrontare notevoli disagi per onorare gli impegni calcistici (permangono tuttavia chanches per accedere ai playoff, ma oggi è questione marginale). Infatti, nell’ultimo turno, capitan Lanza e compagni, nonostante l’ingresso in campo senza riscaldamento per accelerare i tempi, l’aver accorciato la pausa tra primo e secondo tempo ed essersi messi alla guida ancora in abbigliamento da gioco per non perdere l’ultimo mezzo utile per tornare nell’isola, si sono ritrovati a tornare a casa con un gommone di fortuna. Già, proprio un gommone partito da Stromboli per recuperare i calciatori rimasti sull’isola di Lipari. Gli atleti, tra mille peripezie stradali, sono infatti giunti domenica dalla lontana Limina al porto di Milazzo alle 15 con l’ultimo mezzo per Stromboli partito alle 14,15.

«La Lega dovrebbe garantire il rientro a casa a tutte le società sportive partecipanti al campionato di 3. Categoria, ma questo a noi non è concesso – commenta amaro il capitano Carlo Lanza –, non risulta infatti che altre squadre siano costrette a tornare a casa in gommone!». Gli fa eco l’allenatore Massimo Cincotta: «Abbiamo chiesto alla Lega di venirci incontro permettendoci di giocare in campi più vicini al porto di Milazzo, per non perdere i pochi mezzi marittimi che conducono alla nostra isola ma, fino adesso, non siamo stati ascoltati». Per gli eoliani, quella del viaggio in gommone, purtroppo, non è la prima esperienza di questo tipo ed all’orizzonte c’è la sfida di Antillo. Altro match che, sulla carta, potrebbe non permettere ai “vulcanici” giocatori di arrivare in tempo per l’ultimo aliscafo. «Ci appelliamo alla Lega ed alla società antillese, di “tenderci una mano” e scegliere un campo di gioco nel capoluogo messinese che ci permetta di giungere in tempo al porto di Milazzo – conclude Cincotta –, giocare a pallone a questi livelli deve essere anche, e soprattutto, un divertimento. Non una corsa contro il tempo».(d.p.)

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