Gotha 5

Mafia emergente, i pm
chiedono 200 anni di carcere

L’udienza preliminare per gli “affari” tra Barcellona, Milazzo, T. Vigliatore, Mazzarrà, Falcone, Montalbano, Tripi, Furnari e Giammoro. Le pene più elevate sono state richieste per Salvatore Calcò Labruzzo, Giuseppe Cammisa e Sebastiano Torre

Mafia emergente, i pm  chiedono 200 anni di carcere

Oltre 200 anni di carcere per le nuove leve della mafia barcellonese. Ecco il lungo giorno dell’accusa all’udienza preliminare per l’operazione “Gotha 5” davanti al gup Eugenio Fiorentino, ovvero l’indagine sulla riorganizzazione dei vari gruppi che avrebbero cercato di rimpiazzare i capi storici, rinchiusi in carcere da tempo, per tornare ad esercitare il controllo del territorio della provincia tirrenica, attraverso estorsioni a commercianti e imprenditori, e anche con il traffico di droga.

Tutte vicende al centro dell’operazione “Gotha 5” ma anche dei filoni successivi “Gotha 5 bis” e “Gotha 5 ter”, condotte dai carabinieri del Ros e dal Commissariato di polizia di Barcellona.

Complessivamente sono 29 gli indagati che sono giudicati con il rito abbreviato, e per tutti i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo hanno chiesto la condanna.

Le pene più elevate sono state richieste nei confronti di Salvatore Calcò Labruzzo (12 anni), Giuseppe Cammisa (14 anni) e Sebastiano Torre (14 anni). Sei i collaboratori di giustizia, per loro è stata chiesta la condanna ma con la concessione dell’attenuante per la collaborazione. In particolare i pm hanno chiesto per Alessio Alesci 5 anni e 4 mesi, per Salvatore Artino 4 anni, per Salvatore Campisi 3 anni e 8 mesi, per Santo Gullo 3 anni e 8 mesi, per Franco Munafò 4 anni e per Nunziato Siracusa 8 anni e 6 mesi (in “continuazione” con una precedente sentenza).

Le altre richieste: Santino Benvenga, 4 anni e 8 mesi; Antonino Biondo, 8 anni; Angelo Bucolo, 10 anni; Tindaro Calabrese, 9 anni; Antonino Calderone, 9 anni (in “continuazione” con l’operazione “Pozzo 1”); Agostino Campisi, un anno e 2 mesi; Marco Chiofalo, 8 anni e 8 mesi più 6 anni; Miloud Essaoula, 2 anni; Antonino Genovese, 3 anni e 4 mesi; Filippo Munafò, 8 anni; Giuseppe Ofria, 8 anni e 8 mesi più 6 anni; Mario Panté, 10 anni; Giovanni Pino, 12 anni; Giuseppe Reale, 8 anni; Orazio Salvo, 10 anni; Maurizio Trifirò, 7 anni e 2 mesi (in “continuazione” con una sentenza precedente).

L’inchiesta

Si tratta in concreto delle indagini dell’operazione “Gotha 5” e degli altri due tronconi “Gotha 5 bis” e “Gotha 5 ter”, sui nuovi assetti della mafia barcellonese. Le operazioni sono scattate in tre tranche investigative portate avanti dai carabinieri del Ros e dal Commissariato di polizia di Barcellona, tra l’aprile e il novembre scorsi. I 29 indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi, rapina, furto, droga e incendio. L’inchiesta non riguarda territorialmente soltanto Barcellona ma anche molti altri centri tirrenici, ovvero Milazzo, Terme Vigliatore, Mazzarrà Sant’Andrea, Falcone, Montalbano Elicona, Tripi, Furnari e Giammoro.

L’inchiesta ha contribuito tra l’altro a svelare gli intrecci criminali di Cosa nostra barcellonese e di quella catanese, attraverso il clan Laudani, che si concentravano soprattutto su Milazzo. Ha anche appurato che il mercato della droga di Milazzo e Barcellona sarebbe stato suddiviso fra tre diversi gruppi malavitosi.

Al centro diverse estorsioni ai danni di imprenditori, commercianti, gestori di discoteche e ristoranti della zona tirrenica della provincia di Messina. Fu fatta piena luce pure sui roghi a Villa Ligà di Furnari e sull’attentato incendiario alla motonave “Eolo d’oro”, data alle fiamme il 2 dicembre 2014, che era l’ammiraglia della società “Navisal”.

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